
Il Moderatore della, Tavola Valdese, Eugenio Bernardini, intervistato dal direttore della Nev Gian Mario Gillio
“Viviamo in tempi difficili ma non abbiamo perso la speranza”. E’ questa l’essenza del discorso pronunciato oggi pomeriggio a Torre Pellice (TO), nell’ultima giornata di lavori del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (24-29 agosto), dal pastore Eugenio Bernardini, confermato per il terzo anno moderatore della Tavola valdese. I tempi difficili, per il moderatore, sono quelli della “crisi economica e sociale, che continua a frustrare le speranze degli europei, e degli italiani in particolare”, ma anche quelli delle guerre combattute in nome di Dio. “Uccidere, violentare e torturare nel nome di una fede è un abominio – ha denunciato Bernardini -, tutti noi dobbiamo denunciarlo come tale: come un peccato blasfemo che offende il volto e il cuore di Dio”. E’ il “virus feroce dei fondamentalismi” che ritroviamo come “un’erba cattiva nei nostri orticelli europei e italiani: antisemitismo, nazionalismo, xenofobia, omofobia, pregiudizio”. Vivono tempi difficili anche per le chiese protestanti in Europa e in Italia che, non diversamente da quelle cattoliche e ortodosse, si confrontano con “secolarizzazioni varie, globalizzazione, nuovi linguaggi, riduzione di risorse umane e finanziarie”. In questo greve contesto, tuttavia, “non abbiamo perso la speranza, non abbiamo perso la voglia di progettare e impegnarci – ha ribadito con forza il moderatore -, perché siamo convinti che credere in Dio e sperare siano la stessa cosa”. Nelle parole di Bernardini, metodisti e valdesi vogliono provare a ripartire nel cammino di testimonianza attraverso l’evangelizzazione, con un nuovo sforzo di comunicazione verso l’esterno, la creazione di comunità “solidali e inclusive di uomini e donne, giovani e anziani, nativi italiani e di altri continenti presenti in Italia”. “Proviamo a ripartire – ha aggiunto Bernardini – con una sfida rinnovata sul piano ecumenico e interreligioso, in particolare con i segnali di nuova fraternità che ci giungono da vari livelli della Chiesa cattolica romana, che apprezziamo e che ci impegniamo ad approfondire. Le modalità e i linguaggi che accompagnano questo percorso, “non sono più quelli di ieri e probabilmente non sono ancora quelli di domani”, ha sottolineato Bernardini che ha aggiunto: “in poco tempo e un po’ di corsa, stiamo costruendo un nuovo orizzonte di riferimento, il più possibile condiviso, in sostituzione di quello precedente, che si è stratificato nel corso di secoli non di anni! In questo, siamo un po’ come i nostri fratelli migranti: dobbiamo partire da una terra sempre più povera e senza prospettive verso una nuova da cui ci si aspetta comunque il meglio, o almeno il senso del nostro essere testimoni di una fede antica, eppure sempre nuova, vissuta non in solitudine ma in una comunità di fratelli e di sorelle, e senza dimenticare la nostra responsabilità sociale”. Il pastore metodista Luca Anziani è stato eletto vice moderatore. Gli altri membri della Tavola valdese sono i pastori Jens Hansen e Italo Pons, e i laici Rosanna Ciappa, Aldo Lausarot, Gretjie van der Veer. Decano della Facoltà valdese di teologia di Roma è il professor Fulvio Ferrario. Presidente dell’Opera delle chiese evangeliche metodiste d’Italia (OPCEMI) è Alessandra Trotta. Il Sinodo si è concluso nel pomeriggio con un culto liturgico, alle 17 presso il tempio valdese di Torre Pellice. (NEV/CS39).
