Abbattimento dei tigli a Luserna San Giovanni: lavoro, sviluppo e ricorso al Tar

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Ogni volta che si parla di abbattere degli alberi, il dibattito si accende. Ambiente contro sviluppo, paesaggio contro lavoro. A Luserna San Giovanni, però, la contrapposizione è meno semplice di quanto appaia e chiama in causa il futuro stesso del territorio.

Al centro della vicenda c’è l’ampliamento dello stabilimento Caffarel–Lindt, autorizzato dal Comune. Un progetto che promette nuove lavorazioni e la salvaguardia di 150 posti di lavoro, considerato strategico per l’economia locale. Per consentire l’accesso dei mezzi pesanti, l’amministrazione ha però dato il via all’abbattimento di 21 tigli ultradecennali lungo via Monte Granero.

Una scelta che ha sollevato proteste e portato a un ricorso al Tar, presentato da una residente e sostenuto dalle associazioni ambientaliste. I contestatori richiamano l’articolo 12 del piano regolatore, che consente l’abbattimento degli alberi solo in caso di malattia, condizione che — secondo loro — non ricorre in questo caso.

Il sindaco Duillio Canale difende la decisione parlando di una valutazione complessiva dei pro e dei contro: traffico alleggerito in una zona frequentata da studenti, numero limitato di camion e compensazioni ambientali, tra cui la piantumazione di 100 nuovi alberi in un parco pubblico. Una linea condivisa anche da Cgil e Uil, che sottolineano l’importanza dell’investimento e della tutela dell’occupazione.

La vicenda, però, va oltre il singolo intervento. Mette a confronto due esigenze entrambe legittime: lavoro e qualità del paesaggio. Il 13gennaio il Tar sarà chiamato a esprimersi sul ricorso, ma la questione di fondo resterà aperta: come conciliare sviluppo industriale e tutela del territorio senza trasformare ogni scelta in uno scontro insanabile?

IL COMUNICATO SINDACALE

È sempre molto complicato, ancor più per le organizzazioni sindacali, quando si devono prendere decisioni che mettono in contrapposizione la difesa del lavoro e quella dell’ambiente. Abbiamo seguito con attenzione la situazione nata dall’ampliamento dello stabilimento Lindt e della viabilità per raggiungere la nuova sede produttiva.

Siamo a conoscenza che è stato presentato ricorso al TAR, rispettandole, le decisioni che ne scaturiranno. Siamo consci che questo potrebbe portare al taglio di una quindicina alberi che da anni costeggiano via Monte Granero. Sappiamo altresì che, il progetto autorizzato dall’Amministrazione comunale prevede, a compensazione, la piantumazione di 80-100 nuove piante nel parco pubblico adiacente lo stabilimento.

Comprendiamo la posizione assunta da alcuni cittadini in difesa degli alberi, ma non possiamo altresì dimenticare l’importanza dell’investimento che garantisce il mantenimento e l’incremento di posti di lavoro sempre più fondamentali per l’economia di un territorio che, per il suo futuro, necessita di lavoro e sviluppo.

Riteniamo che mai come in questo momento debba prevalere il buon senso e la tutela dell’interesse collettivo rispetto agli egoismi personali.

Auspichiamo quindi che, a seguito delle decisioni del Giudice del Tribunale Amministrativo Regionale, il percorso di confronto possa riprendere per individuare soluzioni che provino a salvaguardare si gli alberi, ma anche lo sviluppo sociale, economico e lavorativo della valle. Bisogna perseguire ogni strada possibile al fine di scongiurare la perdita di investimenti utili a creare lavoro e occupazione, mantenendo la giusta attenzione alla salvaguardia dell’ambiente.

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