Pinerolo, fondi finiti al Ciss entro maggio: allarme sui servizi sociali

Da sx: Lara Pezzano, Monica Pecchio, Agnese Boni

Da sx: Lara Pezzano, Monica Pecchio, Agnese Boni

Il sistema dei servizi sociali rischia di fermarsi. A Pinerolo i fondi disponibili basteranno solo fino a maggio e ora sono a rischio anche gli assegni destinati alle famiglie che assistono persone non autosufficienti.

L’allarme arriva dal Ciss, il Consorzio per i Servizi Sociali che coordina gli interventi per 47 Comuni tra la pianura pinerolese e le valli Pellice, Chisone e Germanasca. «Abbiamo autonomia finanziaria solo fino a maggio», ha spiegato questa mattina ( mercoledì 11 marzo) la presidente Agnese Boni.

Il problema è legato ai finanziamenti statali. «L’ultimo trasferimento risale al 2024 – ha chiarito Boni – poi abbiamo affrontato tutto il 2025 utilizzando le nostre risorse. Ora però non possiamo più ricorrere nemmeno all’anticipazione di cassa perché il fondo non è stato ancora assegnato».

La situazione mette a rischio in particolare 125 assegni di cura, contributi destinati alle famiglie che assistono a casa un parente non autosufficiente e devono sostenere il costo di una badante.

Sulla vicenda interviene l’assessore regionale alle Politiche sociali, Maurizio Marrone: «Non appena saranno disponibili i piani nazionali non perderemo neanche un giorno utile. È stato definito un percorso che porterà alla stesura di una prima proposta». Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare in conferenza la prossima settimana, passaggio che potrebbe sbloccare i fondi.

Nel frattempo alcuni Comuni si stanno muovendo per evitare lo stop ai servizi. Il Comune di Pinerolo ha anticipato risorse proprie. «Abbiamo versato tre rate per un totale di un milione e 275 mila euro grazie alla nostra disponibilità di cassa», spiega l’assessora alle Politiche sociali Lara Pezzano.

Preoccupati anche i sindacati. Per Francesco Lo Grasso (Uil) «non si potranno accettare tagli ai servizi con ricadute sociali». Paolo Ferrero (Cisl) avverte che «se viene meno il servizio sono a rischio anche i posti di lavoro nel settore». Federico Bellomo (Fiom Cgil) parla apertamente di «condizioni per la tempesta perfetta».

A rappresentare i 47 Comuni è Monica Pecchio, presidente dell’assemblea dei sindaci del Ciss: «La tensione cresce. Da un lato ci sono le preoccupazioni dei sindaci, dall’altro il rischio delle reazioni di chi potrebbe vedersi negare l’assegno».

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