Occitano: alla scoperta del Museo di Rodoretto

museo di rodorettoProsegue il corso di occitano orale, organizzato dalla Scuola Latina di Pomaretto nell’ambito delle attività di formazione dei progetti ministeriali finanziati dalla Legge 482/99 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche, con una nuova visita guidata in occitano a un museo di valle.

Il quinto appuntamento è previsto per sabato 25 maggio al Museo di Rodoretto (Prali). Il ritrovo è alle ore 10 direttamente presso il Museo; la visita guidata è aperta a tutti gli interessati.

Allestito nella vecchia scuola di Villa di Rodoretto, il museo è nato inizialmente come esposizione di oggetti della vita montanara, utensili da miniera e attrezzi agricoli. Dal 2005, grazie al lavoro degli abitanti della borgata, il museo è stato riorganizzato ed allestito. I volontari hanno realizzato un’accurata riproduzione di ambienti domestici ed un’aula scolastica,. Accanto al museo sono situati anche il forno comunitario (ancora utilizzato) ed il Tempio Valdese.

Finalizzato a documentare la vita di una comunità in montagna, l’attuale allestimento ha mirato alla ricostruzione di ambienti di vita del passato, arredati in modo che diano l’impressione di essere tuttora abitati. Il museo è organizzato sui tre piani dell’edificio.

Nel seminterrato trovano posto la stalla e la cantina, come in ogni casa di montagna. A pianterreno, nei locali che erano un tempo adibiti a scuola, si trova raccolto il materiale alla base delle lavorazioni artigianali: oggetti di falegnameria, attrezzi per l’abbattimento ed il taglio di piante e tronchi, strumenti da ciabattino e muratore, svariati mezzi di trasporto.

Gli ambienti veri e propri sono allestiti al primo piano: una cucina, una camera da letto, una piccola stanza da lavoro e un’aula scolastica (con lavagna di legno, banchi e panche) .

L’impostazione di questo piccolo museo è dunque quella ormai classica del museo etnografico: raccolta di materiale del vivere quotidiano; non a caso si intitola la casa dei nostri nonni (la meizoun de notri donn).

Alle origini del museo sta l’iniziativa di effettuare una raccolta di materiale che documenti la vita di un tempo; ne è promotrice nel 1973 un’insegnante di Rodoretto, Elena Breusa, a cui la popolazione risponde con grande sollecitudine fornendo oggetti e documenti, che vengono esposti nella scuola valdese locale.

Una seconda fase si ha ad opera del maestro Enzo Tron, che a lungo fu l’anima del museo e la sua guida; nel 1981 la prima esposizione assume il carattere di un piccolo museo; con un contributo finanziario della Regione Piemonte sono rese agibili anche tre stanze del piano superiore ampliando così gli spazi espositivi.

In una terza fase, negli anni 2000, un gruppo di abitanti si riunì in associazione per curarne la gestione e rinnovare l’allestimento, al termine del quale il museo è stato riaperto al pubblico, nel luglio 2005.

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