Un accordo di partenariato è stato sottoscritto dal Direttore Generale Asl To3- Flavio Boraso – e il Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, con il sostegno di Fondazione Magnetto
Vivibilità e comfort sono inseriti come parte integrante della programmazione aziendale dell’ Asl, insieme alle iniziative per migliorare l’accessibilità alle strutture, la trasparenza delle comunicazioni e la cura delle relazioni con i cittadini-utenti.
Il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli annovera tra le proprie realizzazioni alcuni rifacimenti di ambienti ospedalieri, con una ridecorazione degli interni non solo pittorica, ma intesa a comunicare una sensazione di accoglienza e una facilitazione dell’accesso. Cogliendo il grande potenziale di una collaborazione su questi temi, ASL TO 3 e Museo Castello di Rivoli sono impegnati da oggi nell’individuare dimensioni progettuali nelle aree dell’accoglienza, della comunicazione e dell’assistenza a cominciare dalla decorazione delle aree di ingresso alle strutture. Si inizierà dal Polo Sanitario di Avigliana, che ospiterà presto le attività della Casa della Salute e il cui vasto androne – vestigia dell’antica struttura claustrale – si presta magnificamente come luogo di esposizione dei temi suggeriti dal Museo.
Precisa il dottor Flavio Boraso: “Si tratta dell’ennesima conferma di quanto sia rilevante il sostegno che questa azienda riceve dalle iniziative e delle associazioni radicate nel territorio e che per il territorio producono ricchezza ideativa e conferma di identità. Ringrazio la Prof Anna Pironti – Direttrice del Dipartimento Educazione del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli – così come ringrazio il discreto e fattivo appoggio fornito come sempre da Fondazione Magnetto. Con questa iniziativa ASL TO 3 conferma come le strutture – e in specie i piccoli ospedali in via di conversione – rappresentano non solo una reale risposta sanitaria per il territorio, ma anche il segno tangibile di una relazione diversa tra operatori sanitari e cittadini. E’ anche così che espressioni impegnative come umanizzazione delle cure possono essere riempite di contenuti”.
