Bobbio Pellice, caos ai Tumpi: 50 multe e appello del sindaco contro l’inciviltà

 

Un segno di inciviltà che si ripete ogni domenica

Un segno di inciviltà che si ripete ogni domenica

Il caldo spinge sempre più persone verso la montagna, ma a Bobbio Pellice il fenomeno sta sfuggendo di mano. Nel fine settimana i “Tumpi” della Val Carbonieri – le note pozze di acqua cristallina lungo il torrente Ghicciard – vengono presi d’assalto, con conseguenze ormai evidenti su viabilità, ambiente e sicurezza.

La strada che porta alla valle è stretta e tortuosa. Per consentire l’incrocio dei veicoli nei punti più critici, il Comune ha realizzato apposite piazzole. Il problema è che queste vengono sistematicamente occupate come parcheggi, rendendo difficoltoso il transito. Domenica la polizia locale è intervenuta con decisione: 50 le contravvenzioni elevate.

«Non è turismo», taglia corto il sindaco Mauro Vignola. «La ricerca frenetica di refrigerio, senza consapevolezza del luogo e delle sue peculiarità, genera un fenomeno che non può essere definito tale. Il turista dovrebbe portare valore al territorio, anche economico. Qui, invece, questo non accade: i Tumpi sono lontani dal centro e non producono benefici per il paese».

A peggiorare il quadro è l’inciviltà diffusa. Nei prati restano sacchetti e rifiuti abbandonati. «Si parte dalla città per cercare la bellezza della montagna – è l’amara constatazione – e poi si lascia dietro ciò che resta della gita».

Il Comune ha già tentato di correre ai ripari. Ordinanze vietano il campeggio libero e l’accensione di fuochi a terra, ma vengono spesso ignorate. Nei weekend è stato introdotto anche un ticket da 3 euro da pagare a valle, pensato per monitorare gli accessi verso un parcheggio da 50 posti. «Non basta – ammette Vignola – perché molti dichiarano di salire al rifugio, ma poi si fermano ai Tumpi».

Il nodo resta il controllo del territorio. Un solo agente municipale non è sufficiente, soprattutto nei mesi estivi. Da qui l’appello del sindaco: «Serve una gestione condivisa. Chiediamo agli altri Comuni della valle di organizzare turni congiunti per presidiare quest’area e affrontare un problema che ormai è strutturale».

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