A Pinerolo 200 anni di fotografia: una mostra racconta la memoria del territorio

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Duecento anni di fotografia, ma soprattutto due secoli di immagini che raccontano anche il Pinerolese. È questo il filo conduttore della mostra «L’arte della fotografia – 200 anni», che da sabato 5 settembre a domenica 11 ottobre sarà allestita al Centro di Interpretazione del Territorio Pinerolese, in viale Giolitti 1 a Pinerolo.

L’inaugurazione è stata oggi sabato 5 settembre alle 17.30. L’ingresso è libero e l’esposizione è curata da Remo Caffaro e Dario Costantino.

Il percorso parte dalle origini della fotografia e arriva fino alle tecniche più recenti, attraverso immagini, documenti, testimonianze e attrezzature fotografiche d’epoca. Un viaggio cominciato nel 1826, quando Joseph Nicéphore Niépce riuscì a fissare la prima immagine permanente, e proseguito attraverso le successive scoperte nel campo dell’ottica e della chimica.

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Ma il cuore dell’esposizione è anche locale. Una parte importante della mostra è infatti dedicata a come la fotografia arrivò e si diffuse nel Pinerolese, grazie all’attività di alcuni appassionati che seppero trasformare la nuova invenzione in un vero strumento per documentare la vita del territorio.

Fotografi e cultori della materia hanno lasciato immagini che oggi rappresentano una preziosa testimonianza della storia locale: persone, paesaggi, edifici, attività e trasformazioni della società pinerolese diventano così parte di un patrimonio che permette di rileggere il passato attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto.

La mostra propone fotografie di epoche diverse, dalle immagini più antiche a quelle più vicine ai giorni nostri, affiancate da preziosi esemplari di apparecchiature fotografiche d’epoca. Non manca una sezione didattica, con dimostrazioni dedicate alla camera oscura e alla sala posa, per permettere ai visitatori di comprendere anche gli aspetti tecnici del lavoro fotografico.

La fotografia, del resto, non è soltanto un modo per riprodurre la realtà. È quella che viene definita «l’arte di scrivere con la luce», ma anche uno strumento attraverso il quale una comunità conserva la propria memoria.

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Ed è proprio questo il legame più forte con Pinerolo e il suo territorio: le fotografie diventano una sorta di archivio visivo del Pinerolese, capace di mostrare quanto sono cambiati i luoghi e le persone e, allo stesso tempo, di conservare ciò che altrimenti rischierebbe di scomparire.

I 200 anni della fotografia diventano così l’occasione per riscoprire anche la storia fotografica locale e il lavoro di quei pionieri che, con passione e competenza, hanno contribuito a costruire un’importante parte della memoria e dell’identità del territorio pinerolese.

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