Luserna San Giovanni è attonita dagli episodi di violenza nell’ex ospedale Mauriziano

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Le violenze e gli orrori dentro alle mura di quello storico edificio di Luserna Alta, voluto dall’Ordine Mauriziano nel 1885 per alleviare le sofferenze dei malati, diventato poi residenza per disabili intellettivi. Le immagini delle telecamere collocate ad aprile dai carabinieri del Nas documentano tutto. E, dopo solo 36 ore, ecco che il racconto fatto da un magazziniere ai carabinieri trova le conferme. Schiaffi, pugni, braccia piegate a forza da chi lì dentro dovrebbe dare aiuto e sostegno ai malati di mente.

E dire che, quando si sale l’austera scala che porta al primo piano, fanno bella mostra le gigantografie degli ospiti che lì dentro hanno imparato a relazionarsi con gli altri, a rilegare quei fili affettivi che la malattia aveva tranciato.

Ecco che allora quel manifesto 70×100, esposto all’ingresso, “Luci e ombre”, che pubblicizza uno spettacolo teatrale, diventa l’emblema di una situazione che lascia sgomento un paese e getta nel dolore le famiglie già logorate dal pensiero che lì, fra quelle mura rosa scrostate, hanno lasciato i loro cari nelle mani di operatori che usano la forza e le botte.

La direzione della struttura ha collaborato sin dall’inizio con gli investigatori, che già ad aprile avevano arrestato le prime tre persone, e le altre cinque ieri mattina. Ora è il momento delle riflessioni, degli interrogativi: la magistratura racconterà la fine di questa storia, ma sicuramente ha ragione Livio Bruera, l’ex sindaco di Luserna, che oggi gestisce un bar a 100 metri dalla struttura, quando dice: “Oggi chi si trova a dovere preparare questi operatori si merita un premio Nobel”.

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