23/06/2014 – 17:17 – L’ARPA, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in collaborazione con le AASSLL del Piemonte ha effettuato nel biennio 2013-2104 un monitoraggio per verificare la presenza, in alcune aree prese come campione, ed in alcuni prodotti alimentari, di tracce di contaminazione da radionuclidi quali conseguenze dell’incidente di Chernobyl accaduto ben 27 anni orsono ( o di altre fonti) al fine di verificare se esistono oggi significativi rischi radiologici per la popolazione interessata. Ciò anche a seguito di elevati livelli di contaminazione riscontrati negli scorsi anni in campioni di cinghiali prelevati in Val Sesia. Nel caso specifico del latte è stato preso come campione il latte prodotto in alpeggio e sono stati individuati come campione nell’ambito dell’ASL TO3 gli 8 alpeggi della val Pellice. Gli altri alpeggi verificati in Piemonte ( 177 in tutto) erano dislocati in alta Valsesia, nelle valli Vigezzo e Formazza, dove si è sempre riscontrata una maggiore contaminazione come in tutto il nord Piemonte, in val di Ceresole , Orco e Soana ed in Val Maira nel Cuneese. Veterinari e tecnici del Servizio Veterinario ( area C diretta dal Dr. Stefano Gatto) hanno quindi effettuato i campioni su latte crudo bovino prelevato negli 8 alpeggi citati. In Val Pellice, il campionamento in oggetto è stato effettuato su alpeggi selezionati tra i più rappresentativi della valle, in modo da coprire il più possibile le dorsali montane che delimitano il territorio e precisamente: alpeggio caugis villar pellice;alpeggio giulian bobbio pellice;alpeggio bancet bobbio pellice;alpeggio partia da val loc. pra’ bobbio pellice;alpeggio partia da mount loc. pra’ bobbio pellice;alpeggio pis della rossa loc bobbio pellice;alpeggio la roussa bobbio pellice; alpeggio chiot d’la sella villar pellice. L’esito delle analisi è risultato molto confortante anche a fronte di preoccupazioni che periodicamente si diffondono fra la popolazione in merito a eventuali contaminazioni da oltr’alpe (centrali nucleari francesi), visto che il referto stesso indica che “sono riportati i dati relativi a Cesio 134 e Cesio 137, gli unici radioisotopi ancora rilevabili in ambiente. I livelli di radioattività riscontrati nelle matrici analizzate negli alpeggi della val Pellice sono risultati non significativi dal punto di vista radiologico”.
