La ricostruzione di Laval e Jossaud preoccupa le associazioni ambientalistiche

La Val

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Le associazioni ambientalistiche sono critiche sulla ricostruzione delle due borgate Laval e Jossaud di Pragelato e scrivono un comunicato che riportiamo integralmente 

COMUNICATO

Le Associazioni firmatarie del presente comunicato stampa hanno appreso solo attraverso la divulgazione operata dagli organi di stampa e dopo alcuni mesi, dell’intervenuta adozione con deliberazione della Giunta Comunale n. 7 del 08.02.2019 del PIANO DI RECUPERO DELLE FRAZIONI DI JOUSSAUD E LAVAL PRESENTATO DA BRAMA COSTRUZIONI SRL”

La proposta di Piano di Recupero impatta in modo assolutamente rilevante sull’ambiente, non solo circostante, ma di tutto il territorio comunale di Pragelato ed in particolare sull’attiguo territorio del Parco Naturale della Val Troncea e risulta pertanto assolutamente opportuno che il procedimento di valutazione della medesima sia accompagnato dalla massima pubblicità e consultazione del pubblico, oltreché degli enti preposti, così come espressamente previsto dalla normativa vigente.

Infatti la Deliberazione della Giunta Regionale 9 giugno 2008 “PRIMI INDIRIZZI OPERATIVI PER L’APPLICAZIONE DELLE PROCEDURE IN MATERIA DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA” dispone che La proposta di piano o di programma ed il rapporto ambientale con relativa sintesi non tecnica devono essere messi a disposizione dei soggetti competenti in materia ambientale e dei settori di pubblico interessato al fine di raccogliere pareri e osservazioni, oltre che dell’autorità preposta alla VAS ai fini della valutazione ambientale complessiva.

Rileviamo che l’avviso di pubblicazione della proposta di Piano di Recupero prot. 992 del 15.02.2019 non ha recato così come previsto dalla normativa anzidetta l’espressa possibilità di presentare delle osservazioni anche sotto lo specifico aspetto ambientale e soprattutto non è stata fornita adeguata visibilità, pubblicità ed informazione ad un provvedimento di tale rilevanza.

Per queste, ed altre motivazioni che andremo a specificare intendiamo depositare ufficialmente ed al più presto, alcune osservazioni nel pubblico interesse, dando atto che le medesime sono da intendersi quale contributo alla definizione del processo di Valutazione di impatto Ambientale Strategico attualmente in corso e come osservazioni al Piano di Recupero.

In estrema sintesi:

1. Il recupero delle Borgate Alpine che versano in stato di degrado e di abbandono, in particolare con finalità ricettive, costituisce certamente un tema centrale di una più ampia strategia volta a contrastare il declino delle “Terre Alte”, potendo favorire, se declinato in chiave di sostenibilità, lo sviluppo di un modello di turismo alternativo, in un’ottica di integrazione con altre attività quali l’agricoltura ed i servizi. Le Associazioni che sottoscrivono la presente non sono pertanto contrarie a priori al recupero delle Borgate di Joussaud e Laval, diventando però dirimente la questione legata al “come” ed al “quanto” si recupera.

Mentre per quanto riguarda il “come”la proposta di Piano di recuperorisulta apprezzabile nell’analisi tipologica e della morfologica insediativa, ed accettabile nella proposta di ricostruzione, la medesima risulta invece del tutto inaccettabile relativamente al “quanto”.

La proposta di Piano di Recupero si fonda su di un assunto palesemente forzato che conduce a delle quantità di volumetrie recuperabili abnormi. In base alla corretta lettura delle prescrizioni del Regolamento Edilizio, dal calcolo della volumetria esistente recuperabile devono essere esclusi tutti quegli ambienti non già abitabili od agibili, quali stalle, cantine, e soprattutto i caratteristici fienili aperti. Dovrebbero essere computati solo gli ambienti un tempo già adibiti ad abitazione.

2. Come evidenziato nella Relazione Illustrativa dal soggetto proponente, le due borgate ricadono per la quasi totalità in Classe IIIb2 di pericolosità idrogeologica e di idoneità all’utilizzazione urbanistica ed in parte ridotta, anche in Classe IIIb4. Si tratta di una classe di pericolosità alta, connessa ad una pluralità di possibili dissesti ed instabilità, che consigliano un’assoluta prudenza. In particolare la definizione di tale classe di pericolosità prevede che gli interventi che incrementano il carico antropico possano essere realizzati solo dopo che siano state realizzate delle opere di riassetto territoriale la cui efficacia deve essere espressamente riconosciuta e dichiarata dai soggetti competenti. Occorre definire preliminarmente chi autorizza tali opere, chi le collauderà e chi dichiarerà le medesime efficaci rispetto ai fenomeni, escludendosi in particolare che la certificazione possa avvenire in modo autocertificato dai proponenti.

3. Posto che sono numerosi e facilmente individuabili i numerosi punti deboli della proposta di Piano di Recupero sotto il profilo della sostenibilità ambientale, si evidenziano una serie di criticità generali che si auspica che l’amministrazione Comunale voglia esaminare preliminarmente all’approvazione del Piano di Recupero, anche dal punto di vista amministrativo.

In generale andrebbe fatta una riflessione su un progetto ove la “valorizzazione” sembra intesa non come miglior comunicazione e organizzazione delle attrattive naturalistiche ed escursionistiche dell’ area bensì come rilevante edificazione di nuove abitazioni.

Il progetto di ricostruzione delle borgate di Laval e Joussaud nella loro antica dimensione otto/novecentesca per realizzarvi un modello di “albergo diffuso” richiede una riflessione attenta. Va riconosciuta la accuratezza del progetto, che abbiamo potuto esaminare in rete, la sua attenzione alla qualità architettonica, la fedeltà alle tipologie storiche, le proposte relative alla sostenibilità energetica e alla gestione complessiva dei due insediamenti.

Occorre però ricordare che Laval e Joussaud , anche se poste fuori dal perimetro del Parco Val Troncea, ricadono in un Sito di Interesse Comunitario e in una Zona di Protezione Speciale in quanto l’ area in cui sorgono contribuisce in modo significativo a mantenere particolari habitat naturali, alcune specie animali oggetto di tutela, in particolare uccelli, ed una rilevante biodiversità.

L’ampiezza del progetto ipotizzato ( a Laval 11.715 mq con 18 edifici recuperati ad uso ricettivo/residenziale, a Joussaud 6.182 mq. con 14 edifici recuperati, una capacità insediativa totale di 284 abitanti) ci porta ad esprimere un giudizio di suainsostenibilità rispetto all’ ambientecircostante. E’ ben vero infatti che il numero di abitanti ipotizzato non è molto superiore a quello storico (124 a Laval e 105 a Joussaud nel 1845, poi in progressiva diminuzione), ma le esigenze dei possibili abitanti odierni sono molto diverse da quelle della gente di montagna di 170 anni fa: pensiamo solo al consumo individuale di acqua (e relative necessità di scarico e depurazione), all’intensità dell’illuminazione pubblica e privata, alle esigenze di servizi, connessione, mobilità.

La durata del cantiere è prevista in 10 anni, il che, se abbassa l’impatto di traffico, rumore, polvere per ogni anno, lo estende però a lungo nel tempo, con effetti probabilmente non meno gravi.

Va poi osservato, oltre all’ impatto del cantiere, delle costruzioni e delle attività connesse, che l’intera zona è caratterizzata da una scarsa presenza di fonti di approvvigionamento idrico significativo, da numerosi punti di frana e dissesto idrogeologico (soprattutto sui tracciato della nuova viabilità), da un rilevante rischio valanghe in particolare su una porzione di Laval (ma ogni anno di neve abbondante vede chiusa alcuni giorni per rischio valanghe l’ intera valle). Davvero si pensa di far circolare 280 persone in un territorio cosi fragile?

Un simile investimento porterà davvero benefici al turismo di Pragelato ? O potrebbe al contrario recare danno ( pensiamo anche solo alle fasi di cantiere) proprio a quelle bellezze naturali e alle attività sportive a basso impatto che attraggono molti nel territorio? La stessa idea di realizzazione di un “albergo diffuso” non potrebbe giovarsi del grande e poco usato patrimonio di seconde case invece di proporre interventi in aree sensibili?

Gli avvisi di vendita e di affitto sono così numerosi sia nel capoluogo che nelle frazioni da far pensare che sarebbe utilissima la riproposta, come avvenne per le Olimpiadi, di un servizio per la gestione dei tanti alloggi sottoutilizzati, magari con maggiori strutture per le necessità comuni (prenotazioni, ristorazione, pulizia…..) e relativa ricadute occupazionali.

ITALIA NOSTRA sezione del pinerolese Ettore Serafino

Legambiente Circolo Pinerolo

Le Ciaspole

Osservatorio 0121 Salviamo il Paesaggio

Associazione Rita Atria

La replica del sindaco di Pragelato, Giorgio Merlo 

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