
21-06-2016 – 10:38 – Non si fermano le truffe agli anziani. Finti tecnici della caldaia, impiegati, avvocati bussano alla porta delle persone sole, li convincono a farli accomodare e poi, con qualche stratagemma, li distraggono e portano loro via denaro e gioielli, turbandoli molto. Ora i truffatori stanno assumendo nuove sembianze: quelle dei Carabinieri o avvocati. Tre, in particolare, gli stratagemmi utilizzati. Anche se, all’occasione, i copioni possono essere modificati con estrema rapidità. Il primo e più efficace è quello della richiesta di una cauzione per il rilascio di un parente arrestato. Una telefonata a casa di un anziano avvisa che il figlio o il nipote sono finiti in manette e che servono soldi per ottenere la liberazione. La richiesta può essere di poche centinaia di euro come di migliaia. Ma i carabinieri avvisano: “Il nostro ordinamento non prevede cauzioni per il rilascio di un arrestato”. Ma l’influenza di film e telefilm americani genera spesso il fraintendimento. Il secondo stratagemma è quello di dover controllare soldi che potrebbero essere falsi. Alla porta si presenta un finto Carabiniere, spesso con cappellino o distintivo contraffatto, e chiede di entrare. La terza scusa per farsi aprire la porta di casa: un uomo bussa alla porta dicendo di dover controllare la presenza di latitanti o ladri che potrebbero essere nascosti nell’appartamento. Una volta dentro ecco la richiesta di farsi mostrare soldi e gioielli. A quel punto basta una distrazione e la truffa va a segno. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Torino, Colonnello Arturo Guarino: “Ogni giorno ci troviamo ad affrontare episodi di truffe alla porta di casa. È un vecchio trucco: uomini e donne fingono di essere infermieri, ma anche impiegati dell’azienda elettrica, del gas oppure delle Poste. I «bersagli» prediletti sono gli anziani. I truffatori mostrano per pochi secondi tesserini fasulli, riescono a farsi aprire ed entrano in casa. L’obiettivo è rubare, a volte riescono persino a convincere le persone a consegnare banconote per controllarne l’autenticità e, prima di fuggire, magari si liberano per la fuga con pericolosi spintoni”. “In più occasioni – precisa il comandante provinciale – abbiamo organizzato incontri con la popolazione per spiegare le tecniche utilizzate dai truffatori e per suggerire alcune regole di elementare prudenza per evitare situazioni spiacevoli”. “Un abile truffatore sa come convincere le vittime ad abbassare le difese, prendendo in pugno la situazione. Il dopo è devastante, quando il pensionato raggirato si accorge di essere stato usato, umiliato. «E questa – aggiunge Guarino – è la sensazione peggiore, perché le vittime si sentono defraudate in casa propria e soprattutto provano la sensazione di non essere riuscite a comprendere le persone che avevano di fronte. Consigliamo sempre di non vergognarsi di quanto accaduto e di fare denuncia”.
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