Scalenghe, cattivi odori a Viotto: sei controlli Arpa sull’impianto A2A

L'impianto per la produzione di biogas a Scalenghe

L’impianto per la produzione di biogas a Scalenghe

A Scalenghe, i  cattivi odori a Viotto preoccupano i residenti:  sono sei i controlli Arpa effettuati per capire se sono collegabili sull’impianto A2A

Nella frazione Viotto i cattivi odori tornano a preoccupare i residenti, che chiedono risposte sulle esalazioni avvertite soprattutto nelle abitazioni della frazione. Sotto osservazione c’è l’impianto di A2A lungo la provinciale 23, in direzione Airasca, che tratta biomasse agricole  e di produzione  organica  che arrivano dalle lavorazioni alimentari per produrre biogas. Il Comune ha chiesto verifiche per chiarire se esista un legame tra l’attività dell’impianto e i disagi segnalati dai cittadini.

Ieri sera, lunedì 26 ottobre, la sindaca Monica Pecchio ha incontrato i residenti nella sala dell’oratorio di Viotto per aggiornarli sugli accertamenti e sulle relazioni degli enti coinvolti. Le segnalazioni riguardano odori che si manifestano in alcuni momenti della giornata e che, secondo gli abitanti, incidono sulla qualità della vita nella frazione.

La sindaca ha ricordato che già a febbraio il Comune aveva chiesto l’intervento di Arpa, informando anche la Città metropolitana. L’Agenzia ha effettuato sei controlli. A luglio, inoltre, il Comune ha promosso un tavolo tecnico con Città metropolitana e Asl.

Le relazioni di Arpa e Asl arrivate in municipio hanno evidenziato una situazione di disagio ambientale e la necessità di approfondire le emissioni odorigene e gli aspetti di interesse sanitario. Il punto da chiarire resta l’origine delle esalazioni e l’eventuale contributo dell’impianto, senza dare per accertata una responsabilità che gli accertamenti devono ancora verificare.

Per i residenti, oltre al disagio quotidiano, c’è la preoccupazione per le possibili conseguenze sulla vivibilità della frazione e sul valore degli immobili. Il Comune dovrà ora seguire gli approfondimenti necessari per individuare le cause degli odori e valutare eventuali interventi.

L’attività industriale dell’azienda: come si produce il bio gas

L’impianto della società “Scalenghe Biogas Società Agricola”, attivo dal 2012, è stato recentemente riconvertito per produrre biometano, in linea con le politiche nazionali per le energie rinnovabili e per la decarbonizzazione.

Il processo – che prevede la digestione anaerobica di sostanze organiche, soprattutto colture energetiche (es. mais) ed effluenti zootecnici del territorio – avviene al chiuso. Il biogas prodotto viene depurato fino ad ottenere metano idoneo ad essere immesso nella rete SNAM. Le sostanze organiche così processate costituiscono anche un digestato utilizzato in agricoltura come ammendante sostitutivo dei fertilizzanti chimici, evitando così lo spandimento diretto degli effluenti zootecnici che, per loro natura, sono impattanti dal punto di vista odorigeno.

Spiegano

“Nell’impianto le emissioni odorigene sono contenute mediante sistemi di lavaggio e filtrazione a carboni attivi, tramite il confinamento delle matrici potenzialmente impattanti e con l’impiego delle migliori tecnologie disponibili. La percezione degli odori caratteristici dei prodotti agricoli e degli effluenti può verificarsi solo in circostanze specifiche, come il riempimento degli stoccaggi o la movimentazione interna, ed è avvertibile sono all’interno dell’infrastruttura. Si ritiene quindi che le segnalazioni ricevute non siano riconducibili a tale impianto e, in molti casi, sono risultate incompatibili con la direzione dei venti”.

Gli accertamenti

“La società sta proseguendo nel monitoraggio della situazione e rinnova la propria disponibilità e collaborazione alle istituzioni locali e agli stakeholders del territorio”

 

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