Le reazioni dopo i cori indirizzati a Malual la giocatrice del Monviso volley

L'opposto del Monviso Malual Adhuoljok, 25 anni

L’opposto del Monviso Malual Adhuoljok, 25 anni

Durante l’incontro Volley che si è disputato sabato sera nel palasport di Villafranca si è verificato, nei confronti di una giocatrice della formazione pinerolese un episodio che con la tifoseria ha ben poco da condividere. La vicenda ha visto una immediata presa di posizione che riportiamo in modo integrale.

LUCA SALVAI, sindaco di Pinerolo

«L’Amministrazione della Città di Pinerolo esprime piena solidarietà e vicinanza alla pallavolista della Monviso Volley e della Nazionale, Adhu Malual, che è stata oggetto di gravi ingiurie razziste. A nome di tutta l’Amministrazione comunale esprimiamo la nostra vicinanza alla giocatrice e condanniamo con fermezza quanto accaduto, ribadendo il nostro netto rifiuto di ogni forma di razzismo e discriminazione».
BRUNA DESTAFANIS, assessora allo Sport del Comune di Pinerolo

A Malual va tutto il sostegno dell’amministrazione di Pinerolo. Gli insulti non fanno parte dello sport, tanto meno di uno sport come la pallavolo, dove il Fair play la fa da padrone. Sappiamo perfettamente che il Monviso Volley crede nei valori del rispetto, del gioco di squadra e della crescita personale quindi vogliamo far sentire la vostra vicinanza alla società e a tutte le ragazze della squadra”.

AGOSTINO BOTTANO, sindaco di Villafranca Piemonte

Il Comune di Villafranca Piemonte ritiene opportuno intervenire pubblicamente per ribadire i valori, il contesto e la visione che da sempre accompagnano la vita sportiva del nostro territorio e l’utilizzo degli impianti comunali, con particolare riferimento al Palazzetto Comunale – oggi Pala Bus Company – casa della squadra del Monviso Volley e luogo simbolo di una passione autentica, partecipata e condivisa.

Villafranca Piemonte è una comunità che crede nello sport come strumento di crescita, di educazione e di coesione sociale. Valori come il rispetto della persona, l’inclusione e la convivenza civile trovano nello sport una delle loro espressioni più vere, perché è proprio nello sport che si impara a vincere insieme, a soffrire insieme e, soprattutto, a rialzarsi insieme.

Le competizioni ospitate presso il Palazzetto Comunale si svolgono nell’ambito di un campionato professionistico di altissimo livello, riconosciuto come uno dei più competitivi e prestigiosi al mondo. Un contesto che richiede professionalità, carattere e capacità di reggere la pressione, poiché lo sport di vertice è fatto anche di momenti complessi, di difficoltà e di passaggi da affrontare con maturità, responsabilità e spirito di squadra.

In ogni gara di questo livello operano strutture e figure ben definite: uno staff tecnico per ciascuna società, ufficiali di gara, arbitri e tutti i soggetti previsti dai regolamenti federali. L’evento sportivo si svolge pertanto all’interno di un perimetro ufficiale e regolamentato, con procedure chiare e strumenti di tutela. Quanto avviene sul campo e a bordo campo è gestito secondo norme precise, e ogni eventuale episodio non conforme può essere segnalato attraverso gli strumenti previsti, a partire dai referti ufficiali, ed essere valutato dagli organi competenti.

Va inoltre ribadito che il sistema sportivo professionistico è strutturato proprio per intercettare e gestire ogni eventuale comportamento non conforme ai valori e ai regolamenti. Qualora, in qualunque competizione, dovessero emergere incitamenti o espressioni di natura razzista o discriminatoria, tali circostanze verrebbero portate all’attenzione degli organi competenti attraverso le procedure ufficiali previste e, se accertate, affrontate con le misure necessarie. Eventuali provvedimenti avrebbero come unico obiettivo la tutela della dignità delle atlete, la correttezza della competizione sportiva e la salvaguardia del Palazzetto Comunale, che deve continuare a essere un luogo sicuro, inclusivo e rispettoso per tutti.

In questo scenario, il tifo non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale dello sport. Il Pala Bus Company non è e non deve essere un teatro di lirica, dove si assiste in silenzio: è un palazzetto vivo, caldo, partecipato. È un luogo in cui la passione dei tifosi diventa energia, voce, presenza, capace di scaldare gli spalti e l’ambiente di gioco.

Il tifo espresso nel palazzetto si è sempre collocato nell’ambito dell’incitamento sportivo, senza l’utilizzo di espressioni o frasi discriminatorie, ed è proprio questa partecipazione intensa, ma sana, che in più occasioni ha rappresentato un valore aggiunto per la squadra. È stato spesso il calore del pubblico a fare la differenza, a sostenere le atlete nei momenti più difficili, a spingerle oltre la fatica e oltre il punteggio.

Non a caso, il nostro palazzetto è stato definito nel tempo “la bomboniera del volley”: una struttura raccolta, capace di ospitare fino a 1.500 spettatori, in cui il pubblico è vicino al campo, vicino alle giocatrici, vicino all’azione. Una vicinanza non solo fisica, ma emotiva, che ha contribuito in modo determinante a costruire risultati, imprese sportive e momenti che resteranno nella memoria collettiva.

Oggi è il momento di guardare avanti e voltare pagina. La stagione può aver incontrato qualche intoppo, ma il Monviso Volley è composto da atlete professioniste, preparate e determinate, in grado di affrontare questo campionato e di raggiungere, con il lavoro e con l’unità, l’obiettivo della salvezza.

Per questo è necessario uno sforzo collettivo. Serve un palazzetto ancora più pieno, ancora più caldo, ancora più unito. Serve che i tifosi continuino a esserci, a partecipare, a incitare, a credere. Una maggiore presenza sugli spalti, un’unica voce e un’unica direzione possono rappresentare la vera forza in questo momento della stagione.

È il momento di superare ogni distinzione formale o denominazione commerciale. La dirigenza è la stessa, la passione è la stessa, l’amore per questi colori è lo stesso di sempre. I Pinerolo Boys sono rimasti, rimangono e rimarranno il perno della tifoseria, custodi di una passione autentica che ha attraversato categorie, vittorie, sofferenze e rinascite.

Nel Monviso Volley non esistono divisioni territoriali: non esiste Pinerolo, non esiste Villafranca. Esiste un’unica famiglia, fondata sull’amicizia, sulla collaborazione, sulla sportività e sull’unione che fa la forza.

Guardiamo avanti ricordando da dove veniamo: l’entusiasmo che ha accompagnato la promozione dalla Serie A2 alla Serie A1, la sofferenza, la grinta e la tenacia con cui è stata difesa la massima categoria, con quello spirito che ha sempre contraddistinto questa società.

Nel corso degli anni, tante atlete di etnie, religioni e origini diverse hanno indossato questa maglia, trovando sempre rispetto, accoglienza e correttezza. Questo è il patrimonio più prezioso che è stato costruito e che non deve andare disperso.

Per questo l’invito è semplice e profondo: non bruciamo ciò che di bello, vero e passionale è stato costruito. Stringiamoci idealmente attorno a tutte le ragazze, sosteniamole con fiducia anche quando la strada sembra in salita. Continuiamo a crederci, insieme.

Perché questa squadra, questo palazzetto e questa comunità hanno già dimostrato di saper volare alto. E possono farlo ancora”.

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