Prima la protesta dei lavoratori davanti agli ospedali e dopo la replica dell’Asl To3

foto presidio - CopiaLa protesta dei lavoratori davanti dagli ospedali è legata alle mancate assunzioni. Riceviamo e pubblichiamo  sia il loro comunicato stampa sia la replica inviata dall’Asl To 3

COMUNICATO STAMPA CGIL

In data odierna, 21 gennaio 2018, la FP CGIL ASL TO3 ha dichiarato lo Stato d’Agitazione dei Lavoratori del Comparto dell’ASL TO3, con la richiesta inviata al Prefetto di Torino di avviare il tentativo obbligatorio di conciliazione.
La decisione è giunta dopo che la Direzione Generale ha evitato di fornire risposte pronte e precise rispetto alle assunzioni di personale che non sarebbero avvenute nel 2016 e nel 2017. La Direzione Aziendale ha preso tempo dicendo di dover fare delle verifiche. La risposta lascia molti dubbi sulla gestione delle politiche occupazionali nell’ASL TO3, dopo anni di blocco delle assunzioni che hanno determinato la riduzione all’osso dei contingenti di personale nei servizi. Quel che è certamente vero è che la contrazione di 6 milioni di euro della spesa per il personale nel 2016 (rispetto al tetto di spesa fissato dalla Regione) è stata mantenuta anche nel 2017.
Nel raffronto tra spesa del personale del 2015 e del 2016 vi è stata una riduzione di 3 milioni di euro, in gran parte dovuta alle mancate sostituzioni di personale sanitario di comparto.
Il contingente di personale dell’ASL TO3 è passato dai 4541 unità del 2009 ai 3909 del 2016, e quest’anno un centinaio di lavoratori andrà in pensione.
La riduzione di personale è stata sostanziale, ed ai lavoratori è stato richiesto molto, ma non si può andare oltre senza mettere a rischio la qualità dell’assistenza e la sicurezza sul lavoro.
In questi giorni si fronteggia l’emergenza del Sovraffollamento nei Pronto Soccorso, cercando soluzioni tampone come l’apertura di 20 posti letto (incrementabili fino a 27) nelle Week Surgery di Pinerolo e Rivoli, dove è presente del personale con molteplici problemi di salute e conseguenti limitazioni funzionali, con rinforzi di personale insufficienti e forte riduzione dell’attività chirurgica, con allungamento delle liste d’attesa.
Qui sarebbe servito il personale che non è stato assunto.
Si può portare anche l’esempio del Reparto di Medicina di Susa dove 5 medici (comprensivi del primario), devono garantire l’assistenza h 24 a 24 pazienti 7/7gg (con quanti sacrifici?).
Non parliamo poi del super lavoro nei Pronto Soccorso.
Il Direttore Generale si è rifiutato di incentivare economicamente i richiami in servizio del personale che sta fronteggiando l’emergenza sovraffollamento negli ospedali, sostenendo di non poter utilizzare il fondo della libera professione da usare per l’abbattimento delle liste d’attesa e per la prevenzione.

La FP CGIL sostiene il contrario, perché questo personale con l’attività svolta in emergenza
abbatte liste d’attesa ed interviene sulla prevenzione secondaria e terziaria.
Analogo discorso si può sostenere per l’attività di Prelievo Organi e Tessuti, a tutt’ora
effettuata con la disponibilità e senso di responsabilità del personale richiamato in servizio,
ma secondo la Direzione Generale non meritevole di incentivo.
VOGLIAMO SIA FATTA CHIAREZZA CON URGENZA SULLE ASSUNZIONI E
CHE SIA ATTIVATO UN PROGETTO INCENTIVANTE PER IL PERSONALE
CHE STA FRONTEGGIANDO L’EMERGENZA SOVRAFFOLLAMENTO
La seconda motivazione della Dichiarazione dello Stato d’Agitazione è il mancato
confronto su tutta la riorganizzazione della rete dei servizi territoriali che ruota attorno
alle c.d. “Case della Salute”.
La Direzione Generale non ha coinvolto, e nemmeno informato, le Rappresentanze
Sindacale Aziendali, su un argomento di così basilare importanza, dove si entra nel merito
di organizzazione del lavoro e degli uffici, personale, risorse strumentali ed economiche.
Nel progetto delle c.d. “Case della Salute” pare sia previsto l’impiego di personale
infermieristico e amministrativo dipendente e non. Non si comprende da chi sia pagato il
personale non dipendente e quale contratto di lavoro sia loro applicato.
Visto che il personale amministrativo che opera nei distretti, e nei CUP in particolare, vive
giornate molto complicate causa l’esiguo numero di personale e l’enorme afflusso di utenza,
la notizia che l’ASL possa pagare del personale amministrativo ad uso dei Medici di
Famiglia o dei Pediatri di Famiglia, diventa un elemento molto rilevante.
Non vorremmo che finisse come il CAP di Avigliana dove da anni l’ASL paga 60 euro/ora i
Medici di Famiglia per garantire la loro presenza, e con gli stessi soldi si potevano assumere
4 medici di continuità assistenziale a tempo indeterminato che avrebbero assicurato 365
gg/anno un miglior raccordo con gli altri servizi dell’Azienda (vedi DEA).
QUESTO NON È SVILUPPO DEI SERVIZI TERRITORIALI
Il terzo elemento riguarda la politica di esternalizzazione dei servizi. E’ notizia di questi
giorni che l’ASL voglia esternalizzare attraverso un progetto di partnariato pubblico privato
l’Emodinamica di Rivoli, la Radiodiagnostica di Pinerolo e il servizio RIS-PACS.
Pare che il progetto costi più che fare un normale appalto, e la ditta che sta partecipando non
ha concorrenti, e di fatto diventerà monopolista del settore, avendo già una delle ditte
associate aggiudicato l’appalto dell’ingegneria clinica, le risonanze magnetiche di Rivoli e
Pinerolo, la TAC di Venaria.
Qual è la convenienza dell’Azienda nell’operazione? Non sarebbe stato meglio bandire una
normale gara con maggior concorrenza e minori costi per l’Azienda?
L’ASL si giustifica dicendo che la Regione non concede i finanziamenti per fare gli
investimenti in innovazione tecnologica, quindi, è autorizzata a spendere una somma
maggiore?
VOGLIAMO RISPOSTE e TRASPARENZA
CGIL ASLTO 3

LA REPLICA DELL’ASL TO 3foto presidio - Copia

 

 

INCOMPRENSIBILI LE MOTIVAZIONI DELLO STATO DI AGITAZIONE  DICHIARATO DALLA CGIL : ECCO PERCHE’

 

A seguito della dichiarazione  della CGIL dello stato di agitazione del personale  del comparto,  la Direzione aziendale dell’ASL TO3 ha effettuato una dettagliata valutazione  su ognuna delle motivazioni addotte  dal Sindacato, dalla quale è emerso che  non  si rilevano fondate motivazioni di tale decisione .

Infatti su ogni singola questione sollevata è stato riscontrato quanto segue:

-  Mancate assunzioni di personale -   Al riguardo , pur restando nei limiti  di spesa e dei vincoli previsti, è stato effettuato il numero massimo di assunzioni possibili  sulla base di una attenta programmazione annuale che, a seguito di puntuale ricognizione ha soddisfatto tutte le necessità. Nel solo biennio 2016/2017  sono infatti  state assunte  239  persone , di cui 160 del comparto,  con un trend in aumento, anche a seguito dell’uscita della Regione dal Piano di Rientro  ( 79 assunti  nel 2016 e 160 nel 2017) . E’  evidente  che nonostante siano state velocizzate al massimo le procedure ,  ulteriori effetti positivi dell’impegno aziendale sul fronte assunzioni  si verificheranno anche nel 2018.

Nel biennio 2016/2017 l’ASL TO3 è stata quella che ha utilizzato il maggiore spazio nell’area concorsi sul Bollettino Regionale di riferimento ed  è stata la prima nel contesto regionale ad effettuare con successo  un impegnativo concorso per infermieri ( con 3.600 candidati) con graduatoria attualmente utilizzata anche da altre aziende.

Questa Direzione  ritiene di essere sempre stata attenta alle problematiche aziendali, anche mediante interventi straordinari di assunzione ( come nell’affrontare il maxi afflusso invernale negli Ospedali e pronto soccorso) e con azioni organizzative efficaci e precise ( come il recente piano per la gestione del sovraffollamento alla seconda edizione dopo quella  del 2016 / 2017). Viceversa non è accettabile l’accusa di non voler incentivare il personale delle aree critiche con fondi della Legge 189, destinati ex lege  ad altri scopi e più legittimamente impiegati.

 L’Azienda ha infatti individuato i progetti da finanziare con i suddetti fondi ex Lege 189/2012 per l’abbattimento dei tempi di attesa e le attività di prevenzione: tali progetti sono stati successivamente sottoscritti con le OOSS nello specifico accordo condiviso in data 11.12.2017

Premesso quanto sopra risulta incomprensibile  l’osservazione di mancata assunzione del personale.

- Mancato  confronto sulla riorganizzazione dei servizi territoriali – La riorganizzazione dei Servizi territoriali  nell’ASL TO3 ,  ha riguardato in particolare i Distretti Sanitari  e l’attivazione delle Case della Salute; al riguardo le Organizzazioni sindacali  sono state  costantemente coinvolte in tutte le fasi progettuali ed attuative  del  riordino .

A livello regionale  attraverso un intesa stipulata il 13 gennaio 2017 con  CGIL-CISL e UIL sul rilancio della rete territoriale  dei Servizi per la salute  con la relativa istituzione di un  tavolo di confronto e di monitoraggio .

A livello di ASL TO3  l’informazione ed il coinvolgimento  è stato articolato e costante nel corso dell’anno.

1)  -  Il 23 febbraio 2017  sono stati illustrati alle OO.SS. i progetti di riorganizzazione dell’Assistenza territoriale  e Primaria in particolare, con  la sperimentazione sulle Case della Salute.

2)  -  Un secondo incontro informativo con le OO.SS. si è tenuto il 4 aprile 2017  inerente il modello organizzativo  delle Case della Salute  con esemplificazione di alcune realtà coinvolte ( Es. Borgaretto di Beinasco e Pianezza);

3) – In data 27 aprile 2017  sono state trasmesse alle OO.SS. tutte le schede progettuali  inerenti il progetto di sviluppo dell’assistenza territoriale e delle Cure Primarie;

4)  - Il 15 dicembre 2017  sono stati ulteriormente trasmessi alle OO.SS.  i regolamenti ed i protocolli organizzativi  delle Case della Salute.

La seconda area territoriale oggetto di riordino è stata quella amministrativa   che ha fatto confluire in una unica struttura  tutte le attività CUP e front office  sollevando i Direttori di Distretto da incombenze  di natura squisitamente  amministrativa per consentire loro  di dedicare i maggiori sforzi alla organizzazione sanitaria; in tale contesto le OO.SS. sono state altresì costantemente coinvolte in tutte le fasi operative  dalla presentazione del progetto di riordino (Dicembre 2016)  fino ai numerosi incontri  susseguitisi ( 4 aprile, 23 maggio, 25 maggio, 28 giugno, con ulteriori  incontri imminenti già programmati per fine gennaio 2018).

Non si comprende pertanto il significato del mancato confronto lamentato dalla CGIL.

-Costi esternalizzazioni/appalti -  Contrariamente a quanto sostenuto, i progetti di partenariato pubblico/privato (P.P.P.) approvati nell’agosto 2017  non sono assolutamente più onerosi che un appalto  normale,  rappresentando invece una razionalizzazione dei costi; nella relativa deliberazione sono chiaramente  espresse tutte le motivazioni di carattere economico, sanitario, tecnico e giuridico che hanno indotto l’Amministrazione  ad accogliere la proposta e metterla a gara pubblica con successiva deliberazione del 17 ottobre 2017.  Tutto l’iter procedurale è stato effettuato nella massima trasparenza e la procedura di gara corrisponde ai dettati del Codice dei contratti pubblici.

Si informa inoltre che il citato progetto di partenariato è stato portato a conoscenza delle maggiori rappresentanze sindacali dell’ASL TO3 negli incontri avvenuti in data 10 e 17 ottobre 2017, incentrati in particolare sulle finalità della procedura di gara, nel rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti e  delle clausole sociali.

Per quanto riguarda invece i servizi di Ingegneria Clinica e del noleggio hardware e servizi connessi sono stati affidati reiterando i servizi con le stesse caratteristiche tecniche-prestazionali degli appalti precedenti che risalgono tutti agli anni fra il 2008 ed il 2012 .

La valutazione dei costi va fatta in termini complessivi laddove si rilevano minori costi pari a 2 milioni di euro annui tenuto conto dell’efficientamento delle attrezzature, dell’organizzazione del lavoro e della qualità dei servizi resi.

In tale contesto di convenienza aziendale si valuterà  lo sviluppo   del progetto di partenariato ad altri settori aziendali.

Si ribadisce infine che i servizi oggetto di concessione non comporteranno alcuna riduzione degli attuali posti di lavoro.

Suona infine strano  che, proprio in un momento  cruciale per l’organizzazione aziendale  relativa al personale del comparto  ( attribuzione delle posizioni organizzative) , uno dei sindacati che ha sottoscritto finora  tutti gli accordi per lo sviluppo delle procedure, contribuisca a creare un clima non sereno e di difficoltà relazionale.

Vogliamo tranquillizzare al contempo tutti i dipendenti dell’ASL interessati in quanto si procederà  in tale  impegnativa applicazione tenendo in dovuto conto  la valorizzazione delle professionalità e delle competenze , caratteristica che  ha sempre contraddistinto l’operato di questa Direzione Generale al di là delle specifiche appartenenze, con linearità nell’agire e trasparenza.

22 gennaio 2018

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