Il Politecnico presenta lo studio alternativo alla ferrovia Pinerolo-Torre Pellice e Treno vivo prepara la replica

 

La tratta Pinerolo - Torre Pellice

La tratta Pinerolo – Torre Pellice fra luci e ombre

Il Politecnico ha presentato all’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi e ai sindaci della val Pellice lo studio di fattibilità per il collegamento alternativo alla ferrovia  Pinerolo-Torre Pellice. Costi stimati in 25 milioni per trasformare i 16 km del vecchio tracciato ferroviario in una pista ciclabile ma utilizzabile anche da bus navetta ecologici (elettrici e idrogeno).

Critico il Pd della val Pellice nei confronti dei sindaci che hanno inserito il progetto della pista ciclabile nel Recovery plan senza un consulto approfondito, critico anche il comitato Treno Vivo che vorrebbe invece il ritorno del treno, una soluzione che avrebbe costi più contenuti. In valle, a supporto di questa soluzione hanno raccolto 1.800 firme a favore del treno.

Alla luce della presentazione del progetto l’Unione Montana del Pinerolese esprime il suo punto di vista con un comunicato stampa nel quale precisa:

“L’indagine preliminare ha sviluppato i seguenti criteri di studio del tracciato:

1-Priorità di destinazione della sede ferroviaria per l’utilizzo da parte di vettore di TPL ad alta capienza di passeggeri.

Lo studio ha preso in considerazione due tipologie di autobus, uno da utilizzare nei momenti ad alta intensità d’utenza, l’altro nei momenti a bassa domanda di utenza. Il primo veicolo prevede 78 posti, è alimentato ad idrogeno e può avere la capacità di soddisfare pax/h 900, mentre il secondo veicolo è elettrico, prevede 19 posti e può soddisfare la domanda locale di trasporto nelle ore non di punta.

2- Vettori per trasporto di passeggeri su gomma a zero emissioni.

La soluzione di trasporto pubblico locale proposta permette di collegare la stazione di Torre Pellice con quella di Pinerolo in appena 22 minuti. Gli autobus e i minibus sono modelli attualmente sul mercato e già utilizzati su altri territori. Il criterio ambientale di emissioni pari a zero, con l’utilizzo di questi veicoli alimentati ad idrogeno e ad elettricità, viene pienamente soddisfatto.

3- Percorsi alternativi per la ciclovia nei tratti in cui le caratteristiche morfologiche della sede ferroviaria non ne consentono la compresenza con la sede TPL.

Per il 63% dei 16,5 km della tratta Torre Pellice – Pinerolo, la ciclo-bus via corre sul medesimo tracciato, grazie alla disponibilità morfologica dello stesso, per il restante 37% del percorso, per ottimizzare i tempi di percorrenza del trasporto pubblico locale, il bus via è sul sedime ferroviario, mentre la ciclovia si articola su strade alternative.

4- Integrazione della ciclovia nel sistema di reti ciclopedonali in sviluppo sul territorio pinerolese e ipotesi di proseguimento fino a Bobbio Pellice.

La ciclovia potrebbe essere integrata nel sistema delle ciclovie piemontesi e nazionali, andando a completare, nello specifico, la Pinerolo – Bricherasio – Barge – Saluzzo. Attraverso il possibile collegamento di Bricherasio – Torre Pellice – Bobbio Pellice indubbia sarebbe la valorizzazione dal punto di vista logistico e turistico dell’intera Val Pellice.

5- Valorizzazione delle stazioni come hub intermodali.

Lo studio di fattibilità ha inoltre sottolineato la possibile valorizzazione degli edifici delle stazioni esistenti, attraverso la loro rifunzionalizzazione come parcheggi per biciclette, riservato ad abbonati, ciclo officine e sale di attesa. In aggiunta, ha evidenziato la possibile valorizzazione degli spazi pubblici pertinenti alle stazioni come porte di accesso ai centri abitati, inserendo anche depositi di bike-safe.

Lo studio di fattibilità ha quindi, appurato la possibile compresenza di trasporto pubblico locale e ciclovia lungo il sedime ferroviario Torre Pellice – Pinerolo. Pertanto, potrebbe essere trasferito il servizio di trasporto con autobus attualmente erogato sulla Strada Provinciale 161 su questa nuova direttrice, andando a sostituire bus inquinanti con vettori eco-compatibili, a diminuire il traffico veicolare lungo la SP 161 e, di conseguenza, a garantire maggiore sicurezza stradale e del servizio stesso.

Come dichiarato nella conferenza on-line di ieri, ci si avvale del contributo degli studi di fattibilità per avere maggiori informazioni ed elementi, al fine di poter prendere decisioni in modo consapevole, considerando anche che da 9 anni la tratta non è utilizzata e, come da dichiarazioni Regionali, non lo sarà nel prossimo futuro. Lo studio di fattibilità vuole prendere in considerazione ulteriori ipotesi di TPL che possano garantire ai nostri cittadini e non un trasporto efficace ed efficiente.

 

La posizione del comitato Treno vivo parte ad analizzare il problema anche sotto altri aspetti:

 

Spiega Claudio Bertalot, portavoce del comitato: “Non siamo contrari a questa proposta ma chiediamo che prima di decidere si proceda con un raffronto tecnico-economico affiancato ad uno studio sulla mobilità che individui le reali esigenze della valle. Se poi guardiamo l’aspetto dei tempi e dei costi è bene sapere che per la dismissione di una linea ferroviaria ci vorranno almeno 7 anni, forse 8. Servono i pareri ministeriali e i tempi sono lunghi. Facendo un confronto con quello che si è speso in altre regioni per rilevare una linea ferroviaria qui possiamo ipotizzare che servirà più di un milione e trecentomila euro.

Ma i costi non si fermano, a Bricherasio c’è una cabina elettrica che alimenta la linea Pinerolo Torre Pellice, che togliendo la linea area, dovrà essere spostata e poi c’è il problema dell’acquisto sia del deposito dei bus sia dell’officina. Ebbene se il Politecnico ha stimato 25 milioni temo che la cifra alla fine sarà raddoppiata. E allora in attesa che la situazioni si sblocchi venga rimesso il treno, il costo stimato da Rfi è di 4 milioni e 200 mila euro e il tempo previsto 1 anno”.

Il comitato treno vivo chiede un confronto.

E intanto dietro alla questione della ferrovia si vivacizza il dibattito politico e il Pd di valle ha preso una posizione critica nei confronti dell’Unione dei Comuni e precisa : “La tematica dei trasporti non è di competenza degli enti locali ma della Regione”.

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