Non è più solo una crisi aziendale: è un caso concreto di ridimensionamento industriale che rischia di colpire l’intero territorio pinerolese. L’incontro dell’8 giugno 2026 all’Unione Industriali di Torino segna uno spartiacque per lo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile.
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni. Nel 2023 il sito fatturava 240 milioni di euro; nel 2028 scenderà a 148 milioni. Quasi 100 milioni in meno in cinque anni. Già nel 2026 il dato si fermerà a circa 183 milioni, sotto le previsioni e sotto la soglia di tenuta.
A pesare è la scelta industriale ormai esplicita: la delocalizzazione della linea 5 EWP e della produzione del componente “250”. Ma è solo il primo passaggio. Nei prossimi anni altre produzioni andranno a fine ciclo senza sostituzione immediata, generando un ulteriore calo stimato in 60 milioni entro il 2028.
Il nodo vero, però, è l’assenza di un piano. L’azienda non ha indicato come intenda gestire un organico già oggi sovradimensionato rispetto ai volumi futuri. Le uniche aperture riguardano possibili nuovi lanci produttivi, senza certezze e con tempi incompatibili con l’emergenza: se arriveranno, non sarà prima del 2029-2030.
Tradotto: troppo tardi.
Per i sindacati il quadro è inequivocabile. Non una fase ciclica, ma un disimpegno progressivo. Un ridimensionamento programmato che rischia di scaricare i costi su lavoratori e territorio.
«Non siamo disposti ad accompagnare un percorso che metta a rischio il sito», attacca Pino Lo Gioco (Fiom), chiedendo un piano «più ambizioso e coraggioso».
Dino Giuliano (Uilm) parla apertamente di «anni difficili», con uno stabilimento che «dovrà adeguarsi al drastico calo del fatturato», mentre il sindacato si prepara a gestire una fase complessa.
Ancora più duro Arcangelo Montemarano (Fim-Cisl): «I numeri sono impietosi. È un disimpegno progressivo del gruppo dall’Italia, deciso altrove. Servono impegni scritti e vincolanti».
Il punto politico è tutto qui: senza un cambio di rotta immediato, Campiglione non è davanti a una crisi temporanea, ma a un ridimensionamento strutturale. E il tempo per intervenire si sta esaurendo.

