23-04-2017- 10:00 – Con una pagina dedicata alla scuola che insegna tolleranza siamo al 20° appuntamento con la rubrica che, prendendo le distanze dai ritmi frenetici che il web impone, va alla ricerca di notizie, per approfondirle o riflettere su quanto è accaduto. E visto che è una giornata di festa, cercheremo di dare solo belle notizie o almeno di vedere il bicchiere mezzo pieno, raccontandone quindi l’aspetto migliore: buona lettura.
Se usate ancora l’agenda o se per non dimenticare gli eventi preferite gli allert sul cellulare, ebbene ci sono due eventi da seguire. Sono il risultato di un progetto che nasce dalla collaborazione fra la Diaconia valdese e l’istituto Porro di Pinerolo, il primo è il 27 aprile nel teatro Incontro con lo spettacolo teatrale “In nome della felicità” per la regia di Anna Giampiccoli, l’altro l’11 maggio con la proiezione del cortometraggio “Siamo diversi, siamo uguali?”.
Due iniziative che hanno un valore educativo e formativo perché diffondono la cultura della tolleranza, prendendo le distanze dai brutti episodi che quotidianamente si verificano. In questo modo si abbattono le barriere che hanno radici nei pregiudizi e portano ad innalzare i muri. Accoglienza, conoscenza e rispetto sono i pilastri sui quali costruire invece i nuovi ponti. “La scuola non può far tutto da sola- ha ricordato la preside del Porro, Loredana Grabbi- ecco quindi che le collaborazioni come questa sono tasselli importanti. Ci sentiamo assistiti e confortati”. Omofobia, violenza di genere sono le piaghe della nostra società, ma possono guarire grazie ad un balsamo che si chiama integrazione, prima usarlo si deve però imparare il rispetto per le diversità.
Gli studenti del Porro hanno appreso queste regole attraverso la recitazione, stando sul palco, o dietro la telecamera lavorando insieme, ma soprattutto hanno imparato che il teatro è rigore, impegno, puntualità. Sotto ai riflettori sono protagonisti, attori, ma quando cala il sipario diventano per sempre ambasciatori di accoglienza.
Buona domenica
Antonio Giaimo
Nel video l’intervista alla regista Anna Giampiccoli
