FederTerziario analizza gli effetti che la pandemia ha sulla società

ricerca lavoro giovani_IFederterziario, l’ organismo che opera da quasi 30 anni al fianco di Piccole e Medie Imprese del settore del terziario, dei servizi, della piccola impresa industriale, commerciale, agricola e delle libere professioni e del lavoro autonomo in generale, ha portato atermane un sondaggio relativo sia alle misure anticontagio e sia sugli effetti che il Covid ha avuto sulla società.

Riceviamo e pubblichiamo una loro nota analitica.

 

“Vista la particolare situazione economico-socio-politica che stiamo vivendo, abbiamo pensato di verificare come la pandemia stia impattando nella vita di alcuni nostri associati.

Vediamo insieme cosa è emerso dal nostro sondaggio.

Innanzitutto, il campione di persone sottoposte all’indagine è risultato composto da un 47,8% di persone che hanno contratto il Covid e da un 28,3% di familiari di persone che abbiano contratto la malattia.

Per il 61% dei partecipanti al sondaggio, le misure messe in atto per il contenimento dell’emergenza sanitaria sono risultate inaffidabili e, la stessa percentuale di persone campionate, pensa che, ad oggi, la situazione possa perdurare per ancora almeno un anno. Solamente il 13,3% crede invece che l’emergenza legata al Covid abbia vita inferiore all’anno.

Per l’82,6% degli intervistati, il Governo ed il Presidente Draghi non hanno sotto controllo il reale andamento della pandemia, a fronte di un 6,5% che ritiene invece tutto perfettamente monitorato.

Sempre limitatamente a questo tema, per l’86,7% delle persone non è più plausibile parlare di stato di emergenza in quanto, dopo due anni, dovremmo avere capito come gestire questa situazione. La restante parte si divide fra un 6,7% che ritiene corretto il mantenimento dello stato di emergenza ed un 6,7% che, pur riconoscendo una sostanziale differenza rispetto al 2020, pensa che sia comunque presto per tornare alla vita precedente.

In materia di Green Pass, il 75,6% ritiene che sia una misura totalmente inefficace, a fronte di un 17,8% che si dichiara invece favorevole ad esso.

A livello di fatturato, emerge un netto calo nell’ultimo semestre 2021 rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dell’anno precedente: il 69,6% ha infatti evidenziato una sostanziale diminuzione nel volume d’affari a fronte di un 10,9% che ha invece riscontrato un aumento di esso.

Per restare in ambito economico, il 50% ritiene che, a livello di ristori e sussidi, il Governo e le Regioni avrebbero potuto fare di più, mentre il 47,9% ha reputato completamente insufficienti gli aiuti offerti ai cittadini. Solamente il 2,1% delle persone si è invece dichiarata soddisfatta da quanto ricevuto.

Per quanto riguarda lo stress correlato a tutta questa situazione, è emerso come, per l’86,7% dei casi, la condizione che stiamo vivendo abbia creato molti problemi alle persone, moltiplicando i casi di ansia e panico. Solo un 4,4% si è dichiarato non stressato in questo momento.

Il 37% delle persone sottoposte all’indagine ha dichiarato che, nonostante tutto, in questo periodo se la stia cavando bene, il 34,8% si sente molto sotto pressione, il 19,6% pensa che avrà bisogno di molto tempo per riuscire a superare questa esperienza e solo l’8,7% ritiene invece che le difficoltà legate a questo periodo possano rappresentare una grande opportunità di crescita.

In tema di gestione della famiglia, il 51,1% evidenzia un netto cambiamento a livello di vita quotidiana, a fronte di un 4,4% secondo cui tutto è rimasto invariato. Il 44,4% si pone nel mezzo, segnalando comunque il riscontro di qualche variazione.

Quel che è certo è il notevole incremento delle tensioni familiari registrato in questo periodo di emergenza e segnalato dal 53,3% delle persone.

Ciò che ha creato maggior disagio alle persone, oltre alla maggior conflittualità in famiglia di cui sopra, risulta essere: la mancanza di libertà di movimento (17,8% dei casi), la rinuncia alle abitudini (11,1% dei casi), l’incertezza per il futuro (11,1% dei casi), la lontananza dalle persone care (8,9% dei casi), il contagio della malattia (6,7% dei casi) e la noia (2,2% dei casi).

La domanda che attanaglia il 56,9% della gente risulta essere “Finirà mai tutto questo?”, seguito da un 23,5% che si pone dubbi sulla possibile creazione del virus da parte dell’uomo e da un 19,6% che si interroga sulla possibilità che il vaccino non faccia poi così bene.

In ultimo, il 37,8% degli intervistati ritiene che la pandemia abbia influito maggiormente sull’aumento del consumo di alcolici, il 28,9% sull’incremento dei disturbi alimentari, il 17,8% su quello di tabacco ed il 2,2% su quello del gioco d’azzardo.

Quello che emerge da questo sondaggio è sicuramente il peggioramento della situazione psicologica di alcuni individui, che hanno considerato l’isolamento una costrizione, una limitazione della libertà, un cambiamento profondo della propria quotidianità e della propria vita.

Resta da capire se la quarantena e la pandemia si debbano considerare come aggravanti di condizioni di vulnerabilità preesistenti o se siano state esse stesse la causa dell’insorgenza dei disturbi psicologici emersi nell’ultimo periodo”.

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