
L’assessore regionale Maurizio Marrone, ha aperto l’incontro nel quale sono stati forniti i dati sull’occupazione
Oggi cinque novembre del 2026 è una giornata di quelle da annotare sia sulle agende degli imprenditori sia sua quella dei sindaci e dei sindacalisti. Questa mattina a Pinerolo, all’Acea al Polo industriale, è stato presentato il sesto rapporto «Ripartiamo Insieme», realizzato dall’Osservatorio permanente sul Pinerolese con Camera di commercio di Torino e Agenzia Piemonte Lavoro. Mentre nel pomeriggio a Luserna San Giovanni, Cgil, Cisl e Uil in collaborazione con la diocesi di Pinerolo, l’Ufficio pastorale Sociale e Lavoro, le unioni Montana sia del Pinerolese e sia della val Germanasca e Chisone hanno costituito il tavolo “Terre Pinerolesi”, che si dovrà occupare del futuro produttivo e occupazionale del territorio.
Il Pinerolese, guardando i dati illustrati al mattino, è davanti a una trasformazione economica che apre opportunità nei servizi e nel turismo, ma presenta anche segnali di difficoltà per il sistema produttivo tradizionale. Le imprese diminuiscono, l’industria arretra e aumentano le persone che entrano in disoccupazione.
Un’economia che cambia
Nel 2025 il Pinerolese conta 16.946 localizzazioni d’impresa e 41.855 addetti. Il tasso di crescita imprenditoriale è però negativo (-0,22%): diminuiscono le sedi d’impresa, mentre aumentano le unità locali. Tra le tendenze segnalate figurano anche il rafforzamento delle società più strutturate e l’invecchiamento della classe imprenditoriale.
A crescere sono soprattutto i servizi alle imprese (+1,9% rispetto al 2024) e quelli alla persona (+0,6%). I servizi alle imprese rappresentano ormai il primo settore per numero di sedi, con il 19,3% del totale, davanti al commercio.
Segnali positivi arrivano dal turismo. La filiera allargata, che comprende ricettività, ristorazione, attività outdoor, montagna, attrattori culturali e tempo libero, conta 1.551 localizzazioni, il 9,2% del totale, con una crescita del 9% rispetto al 2015. A trainare sono soprattutto le attività legate alla montagna e all’outdoor.
Sul fronte occupazionale, il 2025 si è chiuso con un saldo positivo di 186 rapporti di lavoro, che sale a +616 nel primo semestre 2026. Ma aumenta anche del 20,8% il numero delle persone entrate o rientrate nella disoccupazione, con un incremento del 21,6% tra le donne.
Hanon e la crisi industriale, nasce «Terre Pinerolesi»
È proprio sulle fragilità del sistema produttivo che si concentra l’iniziativa sindacale. La ventilata delocalizzazione di una parte della produzione di Hanon Systems, a Campiglione Fenile, temporaneamente rientrata, è stata definita dalle organizzazioni promotrici un ulteriore campanello d’allarme. Preoccupano anche il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali nell’artigianato e l’aumento dei costi energetici per aziende e cittadini.
Il tavolo permanente «Terre Pinerolesi» nasce con l’obiettivo di coinvolgere Comuni, CISS, Centro per l’impiego, Chiese, associazioni, Consorzio Pinerolese Energia e UNCEM Piemonte. L’intento è costruire una regia comune per analizzare l’impatto economico e sociale della crisi e individuare interventi concreti a tutela delle imprese e dell’occupazione.
Tra le proposte c’è anche la possibilità di riaprire il confronto con Regione Piemonte e Ministero delle Imprese e del Made in Italy per un eventuale reinserimento del Pinerolese nel perimetro delle Aree di crisi industriale complessa, dal quale il territorio è stato escluso nel 2019. In alternativa, i sindacati chiedono di valutare altre misure di sostegno alle aziende e politiche attive per difendere i livelli occupazionali e rilanciare i settori strategici della cosiddetta metromontagna.
L’obiettivo dichiarato è superare divisioni e interessi particolari per costruire una strategia condivisa di sviluppo, in un territorio che deve fare i conti anche con denatalità, invecchiamento della popolazione e squilibri demografici. Ma invecchiamento coincide per il mondo del lavoro di una maggior necessita di figure specializzate nei servizi alla persona e guardando invece al settore turistico ecco che l’indice dell’occupazione punta verso l’alto.

