Sulla questione Turk il M5S pubblica un articolato documento che dà risposte ad una serie di quesiti che si sono posti.- Riduzione del numero di piani delle costruzioni da 13 a 9
- parco pubblico di 21.000 mq
- piste ciclabile fronte Lemina
- salvaguardia delle piante ad alto fusto esistenti
- ristrutturazione del follone, ossia l’unico edificio di valore storico
- rimozione degli edifici abbandonati e degradati
- un parcheggio sterrato (non distante dall’area del mercato)
- modulazione della costruzione in fasi
Come sezione locale dell’associazione nazionale Italia Nostra abbiamo esaminato la documentazione avente per oggetto l’“Area del Piano Regolatore Generale comunale denominata RU 5.1 sub area A – Piano Esecutivo Convenzionato” pubblicata sul sito istituzionale della città di Pinerolo ed ora nella fase di acquisizione di eventuali osservazioni.
Pur apprezzando lo sforzo intrapreso da parte dell’Amministrazione Comunale, in questi anni di confronto tra le numerose parti private ed istituzionali coinvolte, nella costruzione di un progetto, che consenta la riqualificazione dell’ambito, lasciato in stato di abbandono da troppi anni da parte dei proprietari privati e l’inserimento nelle previsioni progettuali di alcune delle suggestioni emerse nel corso dei lavori del concorso di idee “Lyda Turck Città d’opera e d’acqua” organizzato da Italia Nostra con l’Ordine degli Architetti di Torino, nel 2015 grazie al generoso sostegno economico della famiglia Turck – Mattucci.
Premesso che:
- l’accoglimento del PEC chiude un’annosa disputa che ha come questione dialettica principale la conservazione o meno dell’elemento architettonico e storico documentale più significativo che insiste sull’area, il quale, per le sue caratteristiche, è tra i più connotanti dell’intero paesaggio urbano pinerolese e che, a livello storico, riveste un’importanza notevolissima: il cosiddetto Follone od ex merlettificio Türck;
- l’edificio, di origini basso medievali, è considerato il più antico opificio di panno lana insediato in Piemonte, mentre gli ampliamenti settecenteschi lo hanno reso il primo lanificio modernamente inteso dello stato sabaudo; il completamento volumetrico progettato nel 1828 ha dato infatti all’edificio la forma attuale, ancora sostanzialmente integra salvo una porzione arsa da un incendio occorsogli nel 2013.
Non possiamo non rilevare che:
1) l’edificio dell’ex merlettificio Turck sarà forse completamente abbattutto (l’ipotesi non è esplicitamente esclusa), per poi essere ricostruito parzialmente con il mantenimento di una sola porzione della volumetria originale e di una quinta muraria lungo il corso del canale Moirano. L’edificio oggetto di ricostruzione risulterebbe inoltre modificato ( in particolar modo per il fronte sul parco e per le coperture ) restituendo un oggetto diverso da quello originale, con il quale manterrebbe una mera relazione simbolica, in ogni caso alquanto discutibile e totalmente priva di valore documentale, storico e scientifico.
La stessa soluzione della quinta muraria lungo il canale, già contenuta in vecchi progetti ed ora ripresa, appare inoltre alquanto singolare.
2) non si è voluto in alcun modo affrontare il tema della riduzione delle capacità edificatorie attribuite all’ambito dal Piano regolatore vigente del 1998
che riconoscono all’intera area 795 nuovi abitanti teoricamente insediabili ( gli stessi quindi previsti da 23 anni ). Capacità edificatorie figlie di una stagione architettonica e costruttiva ormai obsoleta ( il nuovo quartiere densamente edificato ed abitato ), che appartiene al passato e che sembrerebbe non aver compreso nulla dall’evento pandemico, replicando soluzioni abitative tutt’altro che originali. La soluzione adottata, al fine di ridurre la superficie impermeabilizzata ed il consumo di suolo conseguente alle nuove costruzioni residenziali, è stata quella ( d’altronde è esplicitamente dichiarato ) di concentrare le stesse prevedendo un complesso di nuovi condomini di cui due “case alte”, totalmente estranee allo sky line della città di Pinerolo, con un grave danno paesaggistico per l’intera Comunità. Non si individua inoltre nella documentazione un riferimento esplicito a quella che sarà l’altezza massima dei nuovi edifici, dovendo in questo modo assumere come veritiere, le informazioni dichiarate verbalmente, che le stesse due costruzioni più elevate non supereranno i nove piani, ponendosi quindi, con l’esclusione del “grattacielo” come gli edifici residenziali piùalti di Pinerolo.
3) le previsioni viabili contenute nel progetto non affrontano realisticamente il nodo dell’incremento significativo di traffico sul corso Piave indotto dalle nuove residenze, se non con l’ipotesi del tutto indeterminata nella sua reale concretizzazione e nella tempistica della stessa di un ponte viabile sul torrente Lemina con il quale consentire il collegamento tra la nuova via Moirano ed il prolungamento di via Toscanini in parallelo al sedime della linea ferroviaria Pinerolo – Torre Pellice. Sino a che non sarà realizzato il ponte, i cui oneri parrebbero ricadere interamente sulla Comunità pinerolese e non sui soggetti attuatori il progetto, si determinerà un incremento significativo del transito automobilistico privato sul corso Piave e sulle vie immediatamente limitrofe. Non appare, infatti, in alcun modo convincente la soluzione proposta di subordinare la costruzione dell’ultimo lotto (di tre) di edifici ad uso residenziali alla realizzazione del ponte in quanto rimane comunque assente una qualsiasi soluzione viabile che alleggerisca il nuovo traffico viabile indotto su corso Piave e sulle vie limitrofe dalla costruzione dei primi due lotti di nuove residenze.
Pur nonostante che queste osservazioni, chiaramente di carattere generale, portano ad una non condivisione del progetto, si vogliono depositare le ulteriori osservazioni che seguono di carattere puntuale, tese al miglioramento del progetto stesso.
