25-03-2016 – 11:26 – Prosegue l’impegno della Domus Onlus nel progetto in Kenya a sostegno dei bambini disabili. Qui è stato creato il Paolo Rafiki center, anche grazie alle donazioni partite dal Pinerolese, un centro di riabilitazione per i bambini disabili che sovente in questa zona dell’Africa non sono seguiti a dovere nemmeno dai genitori. Ecco il racconto di Paola Pedrini, volontaria che sta portando avanti questo progetto per la Domus Onlus: “Abbiamo organizzato, insieme a suor Nadia e suor Lucy, una giornata dedicata ai genitori. Sono state invitate tutte le famiglie dei bambini che stanno frequentando il Paolo Rafiki center e che usufruiscono dei servizi di fisioterapia. Questa giornata ha diversi scopi ma il principale è quello di responsabilizzare i genitori verso la cura dei propri figli, a seguirli nei miglioramenti, a non pensare che questo centro sia un luogo dove portarli e dimenticarsi per tutto il giorno di loro. Tutti sono stati concordi nel definire il centro un valido progetto per questa zona, tutti hanno notato dei miglioramenti nei bambini sia a livello fisico che di apprendimento, piccoli progressi nella vita quotidiana”. E poi ha aggiunto: “Alcuni di questi bambini frequentavano la scuola pubblica ma senza nessun risultato perché non erano seguiti in modo adeguato. Arrivavano sporchi, con gli abiti lacerati e a piedi scalzi. Hanno imparato a prendersi cura di se, ad allacciarsi la camicia e le scarpe, a lavarsi le mani prima e i denti dopo aver mangiato. Adesso arrivano puliti, vestiti in modo decoroso e felici di questi cambiamenti.I bambini che non andavano a scuola restavano in giro tutto il giorno esposti ai pericoli della strada e delle persone che si approfittano di loro perché disabili e indifesi. Adesso, quando non sono al centro, rimangono a casa e alcuni di loro aiutano anche i genitori nei lavori domestici. Un altro scopo del nostro progetto è quello di creare una rete di volontariato perché una parte del mantenimento del centro venga dalle persone locali.Cercare di aiutare non è facile, è un lavoro a tempo pieno che richiede impegno e costanza, considerando anche le situazioni di crisi e di emergenze in cui ci troviamo. I costi del Paolo Rafiki center sono alti perché tutti i nostri servizi sono gratuiti, queste famiglie sono troppo povere per permettersi di pagare. Per questo abbiamo sempre bisogno dell’aiuto di tutti voi che non ci avete mai dimenticato e vi ringrazio davvero tanto”.
