La chat dei commercianti cittadini finisce al centro delle polemiche. Dopo alcuni commenti a sfondo razzista legati a un episodio di cronaca avvenuto a Modena, la vicesindaca Francesca Costarelli ha deciso di abbandonare il gruppo WhatsApp che da anni riunisce gli esercenti del territorio.
A far scattare la decisione è stata una frase – «Integriamoli, certo, integriamoli a casa loro» – che si inserisce in un clima che, secondo la stessa amministratrice, «era diventato da tempo avvelenato». Costarelli, assessora al Commercio, chiarisce che la sua presenza nella chat non era obbligatoria: «Era uno spazio di servizio. In otto anni ho sempre risposto alle richieste e condiviso informazioni utili, soprattutto durante il periodo del Covid, quando il gruppo è stato fondamentale».
Negli ultimi tempi, però, il tono sarebbe cambiato. Non solo la frase che ha fatto esplodere il caso, ma anche altri messaggi come «rimandiamoli a casa» o riferimenti a un “nuovo Mussolini” avrebbero reso inevitabile la scelta di uscire. «Avevo già invitato ad abbassare i toni, ma qualcuno ha continuato», spiega.
Un elemento che pesa è l’assenza di moderazione: nelle chat private, a differenza dei social, non esistono strumenti per intervenire o bloccare comportamenti scorretti.
Sulla vicenda interviene anche l’associazione dei commercianti. La presidente Mila Ruozzo prende una posizione netta: «Quello che è avvenuto è un episodio dal quale noi prendiamo le distanze. È un commento fuori luogo, direi ignorante, uno sfogo che non si può né comprendere né giustificare».
Ma c’è anche rammarico per le conseguenze: «Ora abbiamo perso dalla nostra chat un’assessora che è sempre stata attenta ai nostri problemi e che con puntualità ha risposto sempre alle nostre domande».
La scelta di Costarelli, infatti, non sarebbe isolata: anche altri commercianti avrebbero lasciato il gruppo, segnando una frattura interna a uno strumento che, nato per fare rete e supportarsi, oggi mostra tutti i limiti di una gestione senza regole.
Questo il suo ultimo post prima di abbandonare il gruppo: “ Mi dispiace molto ma lascio dopo tanti anni questa chat. Non ha più nulla del motivo per cui era nata e tutto ciò che leggo, giorno dopo giorno, ritengo non aiuti né il commercio né la comunità. Non ci stiamo aiutando a guardare la luna ma sempre e solo il dito che poi non la indica nemmeno ma punta solo in direzioni meschine, rabbiose, ciniche e davvero molto molto basse. Se avrete bisogno di informazioni avete i canali istituzionali, esco con il cuore davvero pesante. Davvero troppo spesso non mi sento di appartenere alla Pinerolo che esce da questa chat.
Il caso riapre così, anche a livello locale, il tema del linguaggio e della responsabilità nei gruppi digitali: quando si supera una certa soglia, non è più solo un’opinione, ma un problema per l’intera comunità.

