Il 10 febbraio la Repubblica Italiana celebra il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004, n. 92, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nonché dell’esodo forzato degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. È una ricorrenza che invita a non dimenticare una pagina complessa e dolorosa della nostra storia, legata alle vicende del confine orientale. Le foibe, cavità naturali del territorio carsico, divennero in quegli anni luoghi di morte per molte persone, di diversa origine ed etnia. A queste violenze si affiancò l’esodo di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre, le proprie case e le proprie comunità. Tra le storie che la memoria consegna alle nostre coscienze vi è quella di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, divenuta simbolo di una violenza che non risparmiò neppure le più giovani. La sua vicenda richiama una realtà che attraversa tutti i conflitti: la violenza contro le donne usata come arma di sopraffazione e annientamento. Ricordare significa rendere omaggio alle vittime e riconoscere il dolore di chi ha perso affetti e radici. È un impegno civile, soprattutto verso le nuove generazioni, affinché la conoscenza della storia contribuisca a costruire una cultura fondata sul rispetto della persona, sulla dignità umana e sulla convivenza pacifica tra i popoli.
PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE
Venerdì 6 febbraio 2026
ore 18,00 Incontro “La violenza contro le donne come arma nei conflitti: ricordando Norma Cossetto” presso la Sala Rappresentanza del Comune.
Relatori: Marzia Casolati, già senatrice della Repubblica; Marina Castellano, infermiera in contesti di guerra; Stefano Drago, presidente Anmig; e Fioravanti Mongiello, componente della Commissione per le pari opportunità.
Sabato 7 febbraio 2025
ore 16,00 Cerimonia presso il Monumento alle vittime della violenza e dell’intolleranza di viale Cavalieri di Vittorio Veneto.

