Anche un flash mob alla stazione di Pinerolo contro i problemi che vivono ogni giorno i pendolari. Prima la protesta, poi la riunione. Alla stazione di Pinerolo il Movimento 5 Stelle ha organizzato oggi (giovedì 29 gennaio) il flash mob “La rotaia della fortuna” per denunciare, in chiave ironica, i disservizi sulla linea Pinerolo–Torino–Chivasso. Una ruota colorata, ispirata ai quiz televisivi, con scritte come “Ritardo non segnalato”, “Era meglio la bici” e “Mucche al pascolo” ha sintetizzato il caos quotidiano vissuto dai pendolari. L’iniziativa si è svolta in coincidenza con le corse delle 7.17 e 7.46, promossa dall’assessora comunale Giulia Proietti, dal coordinatore M5S Umberto Cavaliere e dal consigliere regionale Alberto Unia.
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La protesta arriva dopo settimane di segnalazioni e si affianca alla precedente azione simbolica, promossa da Giulia Proietti, della “Panchina dell’attesa”, allestita davanti alla stazione: una panchina nera con uno scheletro e un orologio fermo sulle 7.16, a rappresentare treni che non arrivano, cancellazioni improvvise e mancanza di informazioni.
Nel frattempo, la Regione Piemonte ha annunciato una riunione “urgente” per i affrontare i problemi presenti sulla linea. Venerdì 30, nel Grattacielo della Regione, l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi incontrerà i vertici di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Obiettivo: chiarimenti su ritardi, soppressioni e disservizi definiti dallo stesso Gabusi una “situazione insostenibile”.
Dal Consiglio regionale, però, il M5S contesta le risposte finora arrivate, giudicate vaghe e senza tempistiche. Le spiegazioni tecniche sui “problemi di assestamento” dopo i lavori estivi non bastano più. Il nodo resta uno solo: quando il servizio tornerà affidabile.
La linea è rimasta chiusa tra giugno e settembre 2025 per interventi di miglioramento. Doveva essere il punto di svolta, ma secondo i pendolari e il Comune di Pinerolo la situazione non è migliorata. Ora il territorio aspetta i fatti: impegni misurabili, un calendario chiaro e comunicazioni trasparenti. Perché la pazienza, come i treni, è ormai finita.


