Case della Salute Asl TO3, l’allarme: nessun atto formale sulla continuità. La consigliera Monica Canalis, sostenuta dai sindacati, sollecita la Regione

Cumiana, Casa della salute

Cumiana, Casa della salute

Resta alta la preoccupazione per il futuro delle Case della Salute dell’Asl TO3 di Pianezza, Beinasco, Cumiana e Vigone. Nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi sull’assenza di chiusure e tagli ai servizi, ad oggi non risulta alcun atto formale che ne garantisca la continuità.

Il direttore generale dell’Asl TO3, Giovanni La Valle, ha parlato di una proroga tecnica dell’attuale assetto fino al 28 febbraio 2026, in attesa di un coordinamento tra Regione, Comuni e azienda sanitaria per definire il futuro delle strutture, anche alla luce del DM 77 e delle future Case di Comunità, che però non sono ancora pienamente operative.

Il timore è che il silenzio delle istituzioni possa preludere a una riduzione o chiusura dei servizi di prossimità in un territorio vasto e complesso. Preoccupazione da parte dei sindcati anche per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

Sulla questione è scendono in campo la consigliera regionale Monica Canalis e i sindacati

Riceviamo  e pubblichiamo un suo comunicato stampa

PROROGA CASE DELLA SALUTE ASL TO3. CANALIS (PD): CI ERAVAMO ILLUSI? RIBOLDI NON HA ANCORA FATTO LA DELIBERA.
Le case della salute di Cumiana, Vigone, Pianezza e Beinasco-Borgaretto sono scadute il 31 dicembre 2025 e ad oggi il personale non ha coperture giuridiche e finanziarie.
26.1.2026 – L’assessore Riboldi deve avere qualche problema con il calendario. Il 9 dicembre, infatti, lui e il direttore La Valle avevano rassicurato i Sindaci di Cumiana, Vigone, Pianezza e Beinasco sull’imminente atto di proroga delle Case della Salute presenti nei loro comuni e aventi scadenza 31.12.2025.
Ad oggi però non c’è traccia della delibera della Giunta regionale, che dovrebbe prorogare queste realtà, traghettandole verso il modello delle Case della Comunità spoke, di cui sono antesignane da quasi 20 anni.
Nella riunione in sede Asl To3 del 9 dicembre scorso, il direttore La Valle aveva annunciato verbalmente la proroga delle Case della Salute fino 28 febbraio, aprendo alla loro conversione in Case della comunità spoke, come suggerito dai Sindaci e da me, ma tutto questo è avvenuto a voce e senza atti scritti. L’atto aziendale che dava copertura giuridica e finanziaria alle Case della salute è scaduto il 31 dicembre e, ad oggi, non c’è una Delibera della Giunta regionale che lo sostituisca.
Le 4 Case della salute dell’Asl To3 sono la più virtuosa esperienza di medicina territoriale del Piemonte, perché offrono una pluralità di servizi di prossimità e consentono ai medici di lavorare in sinergia e di dedicarsi all’attività clinico-diagnostica, delegando a segreterie ed infermieri le altre attività. Un vero antesignano delle case della comunità, hub e spoke, introdotte dal decreto ministeriale 77/2022 e realizzate in Piemonte con vent’anni di anticipo, grazie alla lungimiranza dei medici, alla disponibilità dei comuni, alla collaborazione dell’Asl e al finanziamento della Regione. Le Case della salute erano Case della comunità ante litteram e possono costituire un prototipo delle nuove Case della comunità spoke.
La transizione, però, deve avvenire in tempi brevi e nella tutela del personale delle Case della salute. Le cooperative che hanno contrattualizzato gli operatori delle Case della salute e i liberi professionisti sono estremamente preoccupati che gli annunci pre natalizi della Giunta Cirio vengano ora clamorosamente disattesi.
Auspichiamo che arrivi presto un atto formale dell’assessorato regionale alla sanità, che proroghi l’attuale scadenza del 31 dicembre e ponga le basi della riconversione in case della comunità spoke, confermando che le Case della salute sono state un modello e un retroterra ideale per le Case della comunità.
Un modello che ha fatto e che può continuare a fare da apripista in Piemonte, a patto che l’assessore Riboldi sia di parola e non giochi con le garanzie dei lavoratori e con i servizi per i cittadini. Le nuove AFT offrono infatti meno servizi delle Case della Salute.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

canalis monica

COMUNICATO STAMPA CGIL e UIL

DALLA REGIONE CONTINUA UN PREOCCUPANTE SILENZIO

Il Direttore Generale dell’ASL TO 3, con propria lettera, comunicava ai 4 sindaci di Beinasco-
Borgaretto, Cumiana, Pianezza e Vigone la prosecuzione della “sperimentazione” delle rispettive quattro Case della salute sino al 1° gennaio 2026, garantendo che l’attività ad oggi svolta da personale amministrativo e sanitario a carico delle stesse case della salute, sarebbe stata eseguita da personale ASL. Lo stesso Assessore Riboldi aveva precisato che non vi sarebbe stata nessuna chiusura delle Case della Salute di Pianezza, Beinasco, Cumiana e Vigone e nessun taglio dei servizi in esse erogati. Successivamente, il direttore La Valle, come riportato dagli organi di stampa, comunicava che era stata condivisa con la Direzione Sanità dell’Assessorato, una proroga tecnica dell’attuale assetto fino al 28 febbraio 2026, precisando che era necessario un coordinamento tra Azienda Sanitaria, Amministrazioni comunali e Regione per individuare tempi e modi, definiti dalla programmazione regionale e dalle norme vigenti, per la possibile evoluzione delle attuali Case della Salute in Case della Comunità Spoke.

Ad oggi, dalle informazioni in nostro possesso, non risulterebbe essere stato assunto alcun atto formale da parte dell’Assessorato Regionale e ASL.

CGIL Torino, con le proprie Zone di Collegno – Pinerolo e le rispettive categorie SPI e FP, ritengono
questo silenzio da parte dell’Assessorato guidato da Riboldi, preoccupante e in palese contrasto con le garanzie da lui stesso rilasciate.
Ricordano che queste strutture rappresentano da sempre, soprattutto in un contesto territoriale ampio e frammentato come quello dell’ASL TO 3, un fiore all’occhiello delle cure di prossimità e una reale sperimentazione virtuosa, che ha contribuito alla costruzione dell’attuale modello delle case di comunità.
Non possiamo rischiare di smantellare gli attuali servizi erogati, penalizzando ulteriormente le
cittadine e i cittadini già pesantemente toccati dalle carenze dell’attuale sistema sanitario.
A questo va aggiunta la crescente preoccupazione per la tutela delle lavoratrici e lavoratori che, con
passione e abnegazione, hanno contribuito a garantire servizi di qualità alle cittadine e cittadini.
Lavoratrici e lavoratori che ad oggi, grazie al silenzio della struttura regionale, non hanno
alcuna certezza del proprio futuro lavorativo!
Chiediamo urgentemente garanzie e continuità agli impegni assunti, a tutela della cittadinanza e dei lavoratori.

 

 

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