A Pinerolo oggi si può narrare una storia che ricorda quella di Pollicino. Ma mentre nella fiaba di Carhels Perrault, il piccolo bambino seguendo i sassi bianchi trovava la via di casa, dopo che i genitori l’avevano portato a perdersi nel bosco, qui sono i carabinieri che seguendo le goccioline di sangue arrivano a casa del ladro. Cosa aveva rubato e dove ? Occhiali in un negozio di Pinerolo la cui insegna non lascia dubbi sugli articoli che si potranno trovare oltrepassata la porta: “L’Occhiale” sotto ai portici di corso Torino. Ma il ladro non ha avuto bisogno di entrare ha spaccato la vetrina, ha infilato la mano per arraffare gli occhiali più vicini, poi visto che ormai il più era fatto, ha deciso di allungare ancora di più il braccio per prenderne altri, certo ci è riuscito ma si è tagliato. Incurante del dolore ha portato a segno il colpo e poi, questa volta nel rispetto del decreto emanato per contrastare il contagio del virus, è tornato a casa. Ma lì poco dopo sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Pinerolo che avevano seguito le gocce di sangue per un chilometro. Alla fine della fiaba il prologo: refurtiva del valore di 900 euro, 5 occhiali, restituiti all’ottico, arresto per l’autore della spaccata, una vecchia conoscenza dei carabinieri che ovviamente l’hanno multato per la violazione delle norme restrittive. Difficilmente il ladro potrà sostenere davanti al giudice che è uscito di casa perché si trovava in una situazione di necessità. L’articolo 624 del Codice Penale infatti non rientra nella motivazioni valide per uscire.
A.GI.
