Pinerolo ricorda Lidia Poët, una vita dedicata al riconoscimento dei diritti delle donne
Certamente la serie televisiva di Netflix che interpreta liberamente la vita di Lidia Poët, la prima avvocata, iscritta nell’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino, ma questo dopo 30 anni di battaglie legali, ha un merito quello di aver destato le coscienze di tanti che di lei si erano dimenticati.
E questo nonostante fosse nata a Perrero il 26 agosto del 1855 e avesse vissuto a Pinerolo, nello storico palazzo che ospita il teatro Sociale per 63 anni, sino al 1933.
Tutta la sua vita professionale l’aveva passata nello studio del fratello, anche lui avvocato, in Corso Torino 1.
Certo Pinerolo le ha intitolato una scuola media e nella biblioteca Alliaudi è conservato tutto suo patrimonio librario, oltre alla sua tesi di laurea.
Sulla sua vita nel Pinerolese sono stati pubblicati due libri uno di Clara Bounous e l’altro di Cristina Ricci, edito da LAReditore, ma sotto la spinta mediatica delle nuova serie si stanno ora mettendo in campo delle iniziative culturali che serviranno a sottolineare la sua forte personalità.
L’assessorato alla Cultura del Comune di Pinerolo sta definendo con la biblioteca comunale, il Circolo dei lettori e Marcovalerio Edizioni il cartellone, fra le iniziative è prevista anche una giornata di studio, mentre la Fondazione centro culturale valdese è al lavoro per promuovere il ricordo di questa donna valdese che diede degli importanti contributi per la realizzazione del diritto penitenziario.
E per tutti la strada che hanno imboccato è quella del rigore storico.





