Manifestazione di protesta, venerdì 29 maggio, a Torino in piazza Castello dei medici specializzandi che hanno chiesto più tutele e l’azzeramento dell’imbuto formativo che permette solo ad alcuni di proseguire il percorso formativo. Con un gesto simbolico hanno gettato a terra il loro camice.
In un’altra manifestazione gli operatori delle Rsa hanno denunciato tutti i rischi che hanno, e che stanno ancora correndo, lavorando nelle Rsa. In Piemonte sono 730 le Rsa, un terzo degli ospiti è morto e un terzo dei lavoratori è stato contagiato. E purtroppo i dati sono ancora provvisori. Questi operatori, che lavorano in cooperative sociali, si sentono professionisti di serie B.
Hanno avuto poca visibilità, benché abbiano svolto delle mansioni pericolose e non hanno avuto gli incrementi salariali che invece sono previsti per chi opera nel settore pubblico. Al loro fianco sono scese in piazza anche la organizzazioni sindacali.
Servizio fotografico di Christan Bosio
