Scritto misto alla piemontese: appuntamento tra libri, musica e buona cucina
7-7-15 – 10.30 – Continua venerdì 10 l’evento “scritto misto alla piemontese” presso il Lago del Laux di Usseaux. Alle 17 Laura Pariani presenterà il libro “questo viaggio chiamavamo amore”. Laura Pariani (1951) vive a Orta San Giulio (NO). Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, ha pubblicato numerosi libri: Di corno o d’oro (Sellerio 1993), Il Pettine (Sellerio 1995), La spada e la luna (Sellerio 1995), La perfezione degli elastici (e del cinema) (Rizzoli 1997), La signora dei porci (Rizzoli 1999), Il paese delle vocali (Casagrande 2000), La foto di Orta (Rizzoli 2001), Quando Dio ballava il tango (Rizzoli 2002), L’uovo di Gertrudina (Rizzoli 2003), La straduzione (Rizzoli 2004), Il Paese dei sogni perduti (Effigie 2004), Tango per una rosa (Casagrande 2005), Patagonia Blues (Effigie 2006), I pesci nel letto (Alet 2006), Dio non ama i bambini (Einaudi 2007), Milano è una selva oscura (Einaudi 2010), La valle delle donne lupo (Einaudi 2011), Le montagne di don Patagonia (Interlinea 2012), Il piatto dell’angelo (Giunti 2013) e, con Nicola Fantini, Nostra Signora degli scorpioni (Sellerio 2014). Ha partecipato alla sceneggiatura di Così ridevano di Gianni Amelio (Leone d’oro 1998). Disegna fumetti e lavora per il teatro. Il libro che presenterà nella serata del 10 “questo viaggio chiamavamo amore” è un intensissimo romanzo su Dino Campana, negli ultimi anni di reclusione nel cronicario di Castel Pulci. Al centro la follia, il genio, il viaggio (mai provato) del poeta in Argentina. Un libro in cui il ricordo diventa visione, racconto reale o fantastico di un mondo più vero del vero. È il 1907 quando Dino Campana fugge da Marradi alla volta di Montevideo e poi dell’Argentina. Dato che di quel viaggio non esistono fonti certe, Laura Pariani ipotizza un percorso che dalle rive del Paraná lo porta ai bordelli di Rosario fino ai cantieri ferroviari di Bahía Blanca. Come succederà un secolo dopo al giovanissimo Che Guevara partito a conquistare il mondo su una motocicletta, per il ventenne Dino il vagabondaggio attraverso il Sudamerica, a piedi o su mezzi di fortuna, sarà un’occasione per conoscersi e sentire “con delizia l’uomo nuovo nascere”. Una ventina d’anni dopo, durante la reclusione nell’istituto di Castel Pulci – tra angherie dell’infermiere Calibàn, pasti insipidi e notti insonni – le domande dello psichiatra Carlo Pariani innescano nel poeta vivide memorie, lettere o telefonate mentali a lontani compagni di viaggio, confessioni di scene di seduzione, resoconti di ubriacature e feste selvagge nella pampa, in mezzo a una “natura ineffabilmente dolce e terribile”. Con una scrittura densa di atmosfere sudamericane, mescolando le atmosfere dei Canti Orfici con la lingua degli emigranti italiani, Laura Pariani tratteggia il contrasto tra la fiammeggiante vitalità di quella fuga giovanile e l’oscurità dell’ultima tappa del viaggio terreno di Campana. Ci sarà oltre alla presentazione del libro l’accompagnamento musicale con voce e chitarra di Giovanni Battiglino e l’abbinamento di sapori e vini dalla cucina di Mariella e Franco con il piatto “tutto con amore”.




