Per il Rallye di Montecarlo Storico, il fascino delle auto leggendarie rivive a Stupinigi

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L’eleganza senza tempo della Palazzina di Caccia di Stupinigi domenica  ha esaltato il fascino delle auto d’epoca schierate lungo il viale d’ingresso, in una passerella che sembrava uscita da un’altra epoca. Cromature lucide, rombo dei motori, livree storiche e numeri di gara hanno riportato alla memoria gli anni in cui il Rallye di Montecarlo era molto più di una competizione: era una sfida epica, fatta di uomini, motori e coraggio.

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Tra quelle vetture, iscritte al Rallye Storico di Montecarlo,  riviveva lo spirito di una delle gare più affascinanti dell’automobilismo, quando il binomio pilota-motore faceva la differenza e il successo nasceva dal lavoro del team, dai meccanici ai navigatori, protagonisti silenziosi di imprese memorabili. Era il tempo delle notti infinite, delle strade innevate e delle scelte decisive prese al buio e comunicate via radio al team e ai piloti.

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Prove leggendarie come il Col de Turini, affrontato all’alba o nel cuore della notte, sono diventate il simbolo di quel rallye unico al mondo: chilometri di asfalto ghiacciato, fari che fendono l’oscurità e pubblico assiepato ai tornanti.

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A Stupinigi, tra storia e bellezza architettonica, quel mito è tornato a vivere, ricordando un’epoca in cui vincere a Montecarlo significava entrare per sempre nella leggenda. Poi una alla volta i motori sono stati accesi le auto sono salite sul palco dirette al Sestriere, per oltrepassare il confine in un ambiente rimodellato dalla neve e diventare il soggetto delle foto di Pierluigi Garis.

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