Mancano dei documenti e il Comune archivia la richiesta di costruzione della moschea
L’intervento che il consigliere leghista Gualtiero Caffaratto ha fatto durante l’ultimo Consiglio comunale, nel quale ha affermato che mancavano una serie di documenti integrativi alla domanda di costruzione di una moschea in via Juavarra a Pinerolo, ha avuto il suo effetto. Non verrà rilasciato il permesso di costruire e di modificare il vecchio capannone industriale in luogo di culto. La comunità islamica di Pinerolo, che conta circa 600 persone, non per questo dovrà rinunciare alla moschea ma dovrà ripartire da zero con una nuova richiesta, integrata dai documenti mancanti che non ha presentato nei 30 giorni previsti. Per la Lega Nord questa è una vittoria, sulla sua pagina facebook Caffaratto scrive: “Grande squadra! Avevamo ragione NOI. La legge é uguale x tutti”. E poi sentito al telefono aggiunge: “ Quando intervengo in Consiglio prima mi documento e dopo parlo, a breve mi consulterò con i vertici politici della Lega e faremo un comunicato”. La presa di posizione di Caffaratto aveva sollevato una pronta reazione fra le file dei consiglieri 5 stelle per i toni offensivi utilizzati su Facebook, sulla vicenda la web tv di comeeedove aveva registrato un’intervista al consigliere (VIDEO | Caffaratto, Lega Nord, non si scusa per i toni utilizzati su Facebook relativi alla nuova moschea a Pinerolo . Sull’opportunità di far nascere a Pinerolo una moschea aveva preso posizione anche il vescovo di Pinerolo con un comunicato che pubblichiamo integralmente.
Il testo del vescovo
Perché la comunità musulmana di Pinerolo non può avere un nuovo luogo di culto? Già ne possiede uno in corso Torino, ma si rivela inadeguato rispetto al numero di fedeli che lo frequentano.
Ogni espressione religiosa, degna di questo nome, deve avere uno spazio ove poter pubblicamente manifestare la propria fede. Non dimentichiamo che la costruzione di un luogo di culto è la condizione per l’esercizio della libertà religiosa. A questo riguardo c’è una sentenza della Corte Costituzionale del 1995 (n. 195).
In Italia manca ancora un’intesa dell’Islam con lo Stato. Ma questo non può rallentare, né impedire che una comunità abbia un luogo ove incontrarsi per pregare e imparare a vivere i valori della propria cultura
Sono convinto che il Comune di Pinerolo farà di tutto per garantire che la comunità musulmana possa finalmente avere un edificio sufficientemente ampio, aperto e integrato nella vita della città, non fermandosi davanti a ostacoli che solo una miopia storica, la paura del diverso e un egoismo scandaloso possono frapporre.
Invito tutti a crescere in “umanità”. Le parole offensive minano i rapporti tra le persone, impediscono di giungere a leggere la storia con gli occhi della speranza e chiudono il cuore di fronte alle sofferenze di tanti immigrati.
Conosco quanto sta a cuore alla comunità musulmana di Pinerolo la ristrutturazione dell’edificio sito in via Juvarra 32 per essere adibito a luogo di preghiera e spazio di aggregazione sociale e culturale. Auguro che i lavori possano giungere presto a buon fine per poter così disporre di un luogo in cui ritrovare la propria identità e continuare il dialogo, la collaborazione e soprattutto l’amicizia con tutte le persone e le Istituzioni presenti nel nostro territorio.
A tutta la comunità musulmana assicuro la mia vicinanza, insieme alla stima e all’affetto.
Pinerolo 6 agosto 2017
Pier Giorgio Debernardi





