La sentenza della Corte Costituzionale, sul tribunale di Pinerolo, mortifica tutto il Pinerolese
16-10-2015-19:45-La sentenza della Corte Costituzionale mortifica tutto il Pinerolese. Ci sono sentenze che rendono giustizia altre no. Ne abbiamo un fulgido esempio in quella con la quale la Corte Costituzionale ha voluto negare ad un territorio intero di riavere il suo tribunale. Questo era già accaduto in passato. Me eravamo nel ventennio fascista. Allora come oggi il tribunale di Pinerolo era stato chiuso. Gli avvocato pinerolesi speravano che sollevando una questione di legittimità si potesse porre rimedio ad un provvedimento di riforma della geografia giudiziaria che è un epocale ingiustizia. Così non è stato.La Corte, come abbiamo scritto ieri, non ha accolto il ricorso. Con questa pronuncia si mettono in pericolo i fondamenti della democrazia e dello Stato di diritto e cioè il principio che la funzione di fare le leggi appartiene in via ordinaria, secondo la nostra Costituzione, al Parlamento, e solo in via eccezionale, e con garanzia di controllo del Parlamento, al Governo. Nel caso del decreto legge, il controllo del Parlamento è successivo, e lo stesso può modificare il contenuto di un decreto legge. Nel caso della legge delega, la Costituzione prevede che il Parlamento effettui un controllo preventivo, in particolare stabilendo i criteri e i limiti della discrezionalità del Governo e imponendo che ogni disegno di legge delega sia istruito nelle Commissioni competenti (Giustizia, nel caso della riforma della geografia giudiziaria) e approvato poi in aula articolo per articolo. Nel caso della riforma della geografia giudiziaria, il Governo si è autoconferito la delega inserendola all’ultimo momento (in un provvedimento su tagli di spesa) con un emendamento in sede di conversione all’ultimo giorno di un decreto legge. Nessun ramo del Parlamento – e soprattutto le Commissioni Giustizia, come imposto dall’art. 72 c Cost. – hanno mai discusso preventivamente dei criteri e principi della legge dlelega (che appunto si è autoconferito il Governo). La geografia giudiziaria e la soppressione dei Tribunali sono l’unico esempio nella storia costituzionale in cui una legge-delega è stata conferita con emendamento del Governo ad un decreto-legge (votato senza discussione con questione di fiducia). Un principio pericolosissimo avallato dal Re di allora (lapsus presidente Napolitano) che ha promulgato una legge incostituzionale. Legittimo chiedersi ma questa sentenza risponde ai principi della Costituzione oppure li ignora? Ma c’è poi l’aspetto sostanziale: salve eccezioni, questa riforma non ha portato né risparmi di spesa né maggiore efficienza. A Pinerolo, dove si è ristrutturato un Tribunale rimasto inutilizzato, si fissavano processi penali a sei mesi e nulla si prescriveva; a Torino, ora si fissano a tre anni e quasi tutto si prescrive. E i soggetti deboli e anziani (minori, incapaci, amministrazioni di sostegno, interdetti) che per ogni istanza devono andare dal giudice tutelare a Torino. E le forze dell’Ordine troppo lontane dalla Procura centrale, con spese aggiuntive e spesso demotivate nelle indagini? L’ultima considerazione è quella che con questa sentenza, che apre una profonda riflessione sulle decisioni della Corte, si sono mortificati e calpestati i diritti dei cittadini del pinerolese




