Il giudice Giannone riaccende le speranze per il tribunale di Pinerolo
31/03/2014 – 6:40- Si rilancia la carta della legittimità costituzionale della riforma giudiziaria quella che ha portato alla soppressione di numerosi tribunali e fra questo anche quello di Pinerolo. A riaccendere le speranze è stato il giudice Alberto Giannone che ha accolto il ricorso dell’avvocato Monica Bernardoni, tenace e instancabile paladina di un tribunale, quello di Pinerolo, cancellato in modo arbitrario andando contro anche ai principali dettami della democrazia. Spiega l’avvocato Bernardoni: “La legge delega impone che ci sia un passaggio in Commissione parlamentare referente. Questo non è avvenuto e per provarlo ho depositato i verbali al giudice”. Aspetto importante che contrasta con quanto affermato dalla Corte Costituzionale, che aveva sostenuto che tutti i passaggi erano stati rispettati. Si tratterrebbe di un vizio formale che potrebbe rimettere tutto in discussione. Aggiunge l’avvocato Bernardoni: “Tutto era iniziato con il decreto legge per il taglio alle spese nel governo Monti, messo a punto per affrontare la crisi economica. Ebbene, il decreto legge con carattere d’urgenza, non parlava della geografia giudiziaria. Però nella legge di conversione del Parlamento era stato inserito un emendamento che non poteva essere ammesso”. Comportamenti che in altri casi sono stati più volte censurati dalla Corte Costituzionale”. Nella sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato il tribunale di Pinerolo, forse si cela un errore da cui potrebbe derivare l’incostituzionalità della legge di conversione e quindi molti tribunali soppressi potrebbero tornare a funzionare. E l’avvocato precisa: “ Insomma, la gestione della Riforma giudiziaria gestita in questo modo mette in discussione il rispetto dei principi democratici della divisione dei poteri dello Stato.




