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La maschera di ferro

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I parenti di Stefania sono stati lasciati soli ad organizzare le ricerche in Francia

Stefania Barral

Stefania Barral

“L’angoscia di non trovare la nostra Stefania si aggiunge al dolore che ci accompagna”. Con una frase Elvio Barral sintetizza le sensazioni che tutta la famiglia sta vivendo dal 10 giungo quando la giovane, che era a bordo della moto condotta dal suo compagno, Marco Caffer, mentre percorreva la route M97 nei pressi di Isola 2000, è finita fuori strada. Per il centauro non c’è stato nulla da fare, la salma è stata portata alla camera mortuaria del cimitero di Nizza,  ma della giovane nessuna traccia, inghiottita da un torrente in piena.

Aggiunge il padre: “La gendarmeria francese non la sta cercando, dicono che l’acqua del torrente è troppo impetuosa e vogliono aspettare che il livello cali. Noi ci siamo organizzati ed  abbiamo fatto le ricerche mandando anche due sub che hanno rinvenuto i jeans al centro del torrente. Io invece ho trovato il casco di mia figlia. Ci sentiamo abbandonati dalle autorità francesi che dovrebbero fare le ricerche.

Ieri la deputata Daniela Ruffino di Forza Italia ha presentato due interrogazioni una al ministero degli esteri e l’altra al presidente del Consiglio per cercare di sollecitare la ripresa delle ricerche dalle autorità francesi. La cognata di Stefania, Eleonora Bisignano, si è anche rivolta alla Farnesina per cercare di ottenere un aiuto dai francesi.

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