Buona domenica: agli ambasciatori di cultura, le guide volontarie

Il 26 dicembre Italia Nostra ha accompagnato i pinerolesi in un tour lungo i percorsi di De Amcis ( Foto Alberto Lacroce)
08-01-2017- 11:04 – Con le guide volontarie siamo al sesto appuntamento con la rubrica che, prendendo le distanze dai ritmi frenetici che il web impone, va alla ricerca di notizie, per approfondirle o riflettere su quanto è accaduto. E visto che è una giornata di festa, cercheremo di dare solo belle notizie o almeno di vedere il bicchiere mezzo pieno, raccontandone quindi l’aspetto migliore: buona lettura.
“Pinerolo si racconta” è il prestigioso progetto ideato dalla precedente Amministrazione e dalla Diocesi, finanziato dalla Compagnia di San Paolo con ventiquattromila euro e accolto con attenzione dalla nuova giunta che avrà il compito di darne seguito.
Un programma completo che prevede anche un sito internet e un’applicazione. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente, perché, una volta attratti i turisti a Pinerolo, bisogna accompagnarli per le vie del borgo antico o nei sentieri che costeggiano i resti delle mura della Cittadella fortificata dai francesi.
Ed ecco la bella notizia: una manciata di giorni dopo che l’Assessorato alla cultura del Comune di Pinerolo ha lanciato l’ appello per cercare delle guide, sono arrivate le prime telefonate di volontari che gratuitamente vogliono mettere a disposizione uno spicchio del loro tempo. L’obiettivo è quello di diventare “Guide a regola d’arte”. Giovani donne, pensionati, studenti sono pronti, uniti da un unico interesse: far conoscere gli angoli più belli di Pinerolo e raccontare un pezzo di storia. E a Pinerolo il bello è in tanti angoli, c’è chi si innamora di quel roseto che si inerpica sul vecchio muro della Curia vescovile, chi si sofferma a leggere la targa che vuole ricordare che in città abitò Silvio Pellico o quella che narra che sul colle di San Maurizio nella villa Maffei Edmondo De Amicis scrisse alle “Porte d’Italia”. E poi ancora le vie medioevali, il palazzo del Senato, i musei che racchiudono arte, storia, archeologia, antiche tradizioni del mondo della cavalleria. Questi futuri ambasciatori di cultura che hanno accolto l’invito del Comune sono come gli innamorati che non vedono nessun difetto o che se lo vedono non ritengono che sia così grave da abbandonare una relazione. Quindi fanno come quelli che si vogliono bene: parlano con tutti del loro amore, non per cercare consensi, dei quali non hanno bisogno, ma per condividere con altri il bello che li circonda. Sono loro le “Guide a regola d’arte” di cui Pinerolo ha bisogno. Non lo fanno per professione, ma per passione.
Buona domenica
Antonio Giaimo
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