A Pinerolo il primo gelato era arrivato nel giugno di 136 anni fa

 

Ernesto d'Isep davanti alla gelateria Veneta

Ernesto d’Isep davanti alla gelateria Veneta

“Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati…”. Così cantava nel 1972 Lucio Battisti poco meno di un secolo prima il 23 giugno del 1885 il Corriere del Tempo titolava «Il gelato giunge a Pinerolo. Il mastro pasticciere Johan D’Isep, con il suo celebre carretto, ha deciso di stazionare in pianta stabile a Pinerolo».

Musica e storie di famiglie di gelatai s’intrecciano e dietro al bancone della gelateria Veneta di Pinerolo oggi c’è Ernesto D’Isep, il pronipote di Johan D’Isep che nel periodo Austro-Ungarico dopo aver venduto gelati a Vienna aveva suggerito al figlio Valerio di fermarsi a Pinerolo per fare i coni, una scelta dettata dalla presenza della Scuola di Cavalleria.

Da allora la famiglia D’Isep ha continuato a Pinerolo a tenere viva una tradizione che nasce nella Val di Zondo, nelle Dolomiti, dove la temperatura particolarmente fredda era diventata una opportunità economica da sfruttare, e così da quelle valli sono partiti i maestri gelatai che oggi hanno fatto conoscere un prodotto di qualità in tutto il mondo.

“Prima di aprire la gelateria Veneta mio nonno vendeva i gelati con i carretti, davanti alle scuole e alle caserme”, spiega spiega Ernesto D’Isep, e il successo di questo nipote di emigranti zoldani, che oggi produce e vende i suoi gelati alla Veneta è legato a quelle regole ferree che impongono una selezione dei prodotti. “Fare il gelato è come fare la tradizionale torta alle mele, è semplice ma devi saper scegliere bene frutta, latte e uova”. E ricorda: “nel periodo della guerra a Torino non si trovavano i gelati a Pinerolo sì, qui c’erano i contadini che ti portavano i prodotti genuini”. E oggi la formula non cambia.

 

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