EVENTO – A Cumiana sabato si scende in piazza dopo le botte ad un educatore
« Si scende in piazza, perché il bene è sempre possibile » con l’iniziativa “Non esistono ragazzi cattivi”, un incontro-reazione dopo l’aggressione al giovane animatore Fabrizio accaduta nel pomeriggio dello scorso sabato 2 maggio in pieno centro, per restituire alla comunità lo spazio del “noi” ferito dalla violenza.
A promuovere l’iniziativa, lanciata solo pochi giorni dopo il grave episodio di violenza, sono il Comune di Cumiana con il sindaco Roberto Costelli e le parrocchie di Cumiana con il parroco Carlo Pizzocaro.
« La piazza ferita dalla violenza vuole tornare ad essere luogo di incontro. Un evento a più voci, per tornare ad essere comunità non contro qualcuno, ma per il bene di tutti. Un segno di vicinanza a Fabrizio Carminati e alla sua famiglia, ma anche un’occasione per restituire ai nostri ragazzi e giovani la bellezza dell’essere buoni. Perché una comunità non punisce il male, ma educa al bene » , scrivono Costelli e Pizzocaro.
L’appuntamento è per sabato 16 alle ore 18 sotto l’ala del mercato. La serata vedrà momenti di riflessione alternati a esibizioni e letture. In programma il flash mob dell’Asd Jazz Dance Cumiana, Daniele Ronco leggerà alcuni passi del poeta e scrittore Daniele Mencarelli; seguiranno i canti della Schola Cantorum Cumiana.
Chiuderanno l’evento gli interventi della dott.ssa Ilaria Aruga e di don Claudio Burgio, sacerdote ed educatore di strada da anni a fianco dei giovani nelle periferie e carceri minorili. « Un evento a più voci, per tornare ad essere comunità non contro qualcuno, ma per il bene di tutti. Un segno di vicinanza a Fabrizio e alla sua famiglia, ma anche un’occasione per restituire ai nostri ragazzi la bellezza dell’essere buoni » scrivono gli organizzatori. E il parroco di Cumiana, don Carlo, precisa: « Una comunità riunita non per allontanare e isolare, ma come gesto di cura radicale che possa sradicare il giovane che delinque dalla sua “bolla di significati distorti”, dal suo ambiente, per costringerlo a confrontarsi con una realtà ‘altra’ e facendo riscoprire le sue risorse interiori. È una sfida enorme per la società: avere il coraggio di non smettere di sognare chi, in quel momento, sembra aver fatto di tutto per non meritarselo »





