Ricorso al TAR contro l’ampliamento Lindt-Caffarel a Luserna San Giovanni: la preoccupazione dell’Unione Montana
Oggi si è svolta l’udienza del Tar per esaminare il ricorso presentato da una residente di Luserna sul taglio dei tigli per rendere possibile il passaggio dei Tir diretti alla Caffarel e sulla questione prende posizione. Il Tribunale amministrativo ha ascoltato le parti e si è riservato di decidere in base alla richiesta di sospensiva. Ma il mondo politico e amministrativo prende posizione e in una nota stampa del Presidente dell’Unione Montana del Pinerolese, Mauro Vignola si legge:
” Come Presidente dell’Unione Montana del Pinerolese, con la piena condivisione dei Sindaci che la compongono, esprimiamo forte preoccupazione per la vicenda che coinvolge l’Amministrazione Comunale di Luserna San Giovanni in merito al ricorso al TAR Piemonte per l’annullamento del progetto di ampliamento dello stabilimento Lindt-Caffarel.”
E prosegue: “Dopo un confronto con il Sindaco Duilio Canale e alla luce degli articoli e comunicati emersi, fino all’impugnazione del progetto da parte di un cittadino, riteniamo doveroso assumere una netta posizione di solidarietà verso la più popolosa Amministrazione della nostra Unione.
Non è nostra intenzione discutere il progetto, che ha già ottenuto il pieno assenso degli organi tecnici del Comune e dello sportello SUAP dell’Unione. Riteniamo però fondamentale esprimere pieno sostegno all’operato del Sindaco Canale, impegnato a fare ciò che ogni Sindaco è chiamato a fare: difendere il bene del proprio Comune e dell’intero territorio.
Il progetto rappresenta infatti la salvaguardia di importanti posti di lavoro, nel pieno rispetto delle normative vigenti, oggi legati alla Lindt-Caffarel e domani potenzialmente estesi ad altre aziende del distretto, che costituiscono una risorsa preziosa per le comunità locali.
Dalla documentazione emerge chiaramente che non si parla solo di nuovi posti di lavoro, ma anche della continuità stessa dell’azienda, che continua a credere e investire nel proprio territorio d’origine. A fronte di ciò, appare sproporzionato contrapporre la perdita di circa venti piante, che saranno ampiamente compensate dalla realizzazione di un nuovo parco urbano con circa cento alberi, in un contesto territoriale dove il verde pubblico e privato è già ampiamente presente.
Nel pieno rispetto delle posizioni degli oppositori, questa azione appare tuttavia anacronistica e priva di una visione di comunità. Per questo motivo, rivolgiamo un appello affinché tali posizioni possano essere riconsiderate, nell’interesse collettivo del territorio”.





