Don Paolo Bianciotto, il sacerdote indagato per circonvenzione, è tornato a Pinerolo
Dopo in lungo periodo di «esilio» don Paolo Bianciotto, l’ex parroco di Madonna di Fatima che era stato allontanato dal vescovo dopo che si era aperta l’inchiesta giudiziaria sul suo conto per circonvenzione d’incapace, è tornato a Pinerolo ed è ospitato presso il seminario, lui oggi non ha più nessun incarico.
Intanto nel tribunale di Torino proseguono le udienze del processo a suo carico e l’altro giorno quando il luogotenente della guardia di Finanza Ivo Albarin, oggi in pensione, ha reso la sua testimonianza, sono emersi nuovi aspetti di questa complessa vicenda che vede nel banco degli imputati un prete che ha certamente realizzato molte opere per la sua parrocchia e fra queste anche un teatro e una polisportiva, ma che ha però gestito importanti somme di denaro.
In aula si sono ripercorse alcune tappe che avrebbero visto il sacerdote dare 800 mila euro ad una amica che aveva usato il denaro per avviare due attività commerciali. Un episodio, indietro nel tempo, che non viene contestato al sacerdote indagato per circonvenzione d’incapace nei confronti di due parrocchiane e del figlio di una di queste.
Per la procura le donne erano totalmente soggiogate dal sacerdote, di parere diverso invece è il suo avvocato difensore Simone Chiappori che precisa: « Il fatto che le due parrocchiane presunte vittime avessero una ‘forte dipendenza’ da don Paolo e che una di queste chiedesse addirittura il permesso per mangiare e bere, è esclusivamente la tesi degli inquirenti che noi contestiamo. La circostanza che venisse chiesto cosa mangiare e bere è un’ esasperazione in quanto viene fuori forse in una o due intercettazioni. Quello che riconosciamo è che tra le due presunte vittime e don Paolo ci fosse sicuramente un forte legame di amicizia, affetto e fiducia».
Il processo riprenderà 4 marzo quando il pubblico ministero ascolterà altri testimoni.





