Pinerolo ospita la 18esima edizione di Panettone in vetrina
Tagliato il nastro oggi alle 16 dell’evento dedicato al più celebre dolce di Natale, il panettone. Nel foyer del teatro Sociale e nella adiacente sala Caramba sono 12 gli «ambasciatori del buon gusto» arrivati da tutta Italia per presentare i loro panettoni frutto di ricerche e di nuove interpretazioni, ma anche vini da dessert e nocciole.
La pasticceria don Nino di Palermo quella che arriva da più lontano invita i pinerolesi a degustare il Pan del bandito impastato con il passito di Pantelleria e uvetta, il Panettone alla cassata siciliana, il Pa’ncucciato con semola dolce e il Panettone con limoncello e Babà.
Precisa Giovanni dell’Agnese, pasticcere torinese e vice presidente Ascom Epat: «La tradizione è fondamentale, soprattutto per noi italiani. In Italia è una tipicità che ci viene invidiata dall’estero, come ad esempio in Inghilterra. Il nostro panettone è preparato con lievito madre che ha oltre 80 anni di vita, in pratica ha attraversato tre generazioni» .
E girando fra i tavoli imbanditi una pausa è da fare per assaggiare i prodotti dell’azienda agricola Reuccio di Bene Vagienna specializzata nella coltura delle prelibate nocciole del Piemonte e poi il percorso prosegue con la degustazione dei vini dell’Autin, qui il passito di Gio, Eli pas dose si sono affinati nelle miniere di talco della val Germanasca. E accanto il panettone trovano spazio anche la pastiera napoletana e le specialità panbabà della pasticceria Gabbiano di Pompei. E salendo al nord ecco che Flavio Martini, di Valeggio sul Mincio, presenta il Nadalinl, una stella di Natale con granella di mandorle, l’anello di Monaco, la torta alle rose e i tortelli al cioccolato.
E fra i panettoni a fare gli onori di casa non poteva mancare il panettone Galup.
Panettone in vetrina sarà visitabile sino a domenica, oggi (venerdì 8 dicembre) è aperto sino alle 19, sabato apre alle 15,30 e chiude alle 19, domenica si apre alle 10 poi si chiude alle 13 per riaprire alle 14 e chiudere i battenti alle 18.





