Fim – Cisl ripercorre le tappe della vicenda Indesit e convoca un’assemblea
12-112014- 17:51- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Fim
In queste settimane sono accaduti fatti che hanno reso ancora più confusa la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori Indesit, proviamo a fare un po’ di chiarezza:
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L’accordo del 13 maggio 2014 prevedeva che i lavoratori che avessero deciso di non trasferirsi a Comunanza potessero firmare il verbale di accordo, per l’uscita in mobilità, entro il 31 luglio con un incentivo all’esodo del valore di 30.000 euro lordi.
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A fine luglio sono state firmate le conciliazioni che prevedevano l’uscita in mobilità al 31 ottobre 2014, ma se fosse stata concessa la cassa integrazione in deroga i lavoratori avrebbero potuto scegliere di uscire tra il 1° novembre ed il 31 dicembre 2014. Quaranta dipendenti invece avevano deciso di non firmare. Sei lavoratori avevano accettato il trasferimento a Comunanza
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La concessione della CIGD (accordo 14 ottobre 2014) ha però rimesso in discussione il percorso fatto da chi aveva deciso di firmare perché si sarebbero dovute cambiare le date dei verbali già firmati, sostituendoli con un nuovo verbale con la nuova data di cessazione
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Indesit ha avviato la procedura di mobilità per “coprire” il periodo che corrisponde alla Cassa in Deroga (1° novembre – 31 dicembre 2014), perché la precedente mobilità è scaduta al 31 ottobre. All’incontro del 5 novembre presso la Indesit di None l’Azienda ha chiesto alle Organizzazioni Sindacali di firmare l’accordo sulla mobilità in modo da poter far firmare ai lavoratori che erano stati convocati in quel giorno i nuovi verbali con le nuove date.
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L’accordo proposto il 5 novembre prevedeva che fosse riconfermata la somma di 20.000 Euro per coloro che, non avendo ancora firmato, decidessero di firmare entro il 31 dicembre 2014.
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La FIOM ha posto il problema di una frase inserita all’interno dell’accordo che prevedeva che “il personale eventualmente ancora in forza al termine della CIG in deroga verrà comunque posto in mobilità con decorrenza 1° gennaio 2015”. Ma era già chiaro a partire dagli accordi precedenti firmati a livello nazionale che ci sarebbe stata cessazione a dicembre 2014 in quanto non è più possibile chiedere la cassa integrazione e nessuno in quella sede ha chiesto ulteriore cig in deroga per il 2015.
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Indesit, per eliminare la frase sopracitata, ha detto che tutti i lavoratori – quindi il riferimento è ai 40 che non avevano firmato- avrebbero dovuto firmare l’accordo di uscita in mobilità.
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Il 5 novembre la FIM non ha firmato nulla perché l’accordo nazionale del 14 ottobre ha creato confusione anziché chiarire bene il percorso. Quindi riteniamo necessario fare un chiarimento con tutti i lavoratori convocando un’assemblea che si terrà:
Il 17 Novembre alle ore 14
presso il salone CISL di c.so Torino 18, Pinerolo
Il percorso che proponiamo è il seguente:
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Verificare quanti lavoratori di quelli che hanno firmato, per uscire con la mobilità incentivata tra maggio 2014 e luglio 2014, riconfermano la volontà di uscire in mobilità entro dicembre 2014. Ai lavoratori che intendono usufruire della mobilità incentivata CHIEDIAMO DI DARCI UN MANDATO A FIRMARE L’ACCORDO SULLA MOBILITA’. Senza di esso la FIM non firmerà nessun accordo. (Sapendo che a gennaio 2015 cambieranno le regole sulla durata della mobilità, solo più due anni anche per chi ha più di 50 anni, anziché tre)
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Chiedere all’azienda, anche per i 40 lavoratori che non hanno firmato a luglio 2014, di incrementare l’incentivo all’esodo.
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Verificare, presso il Ministero del Lavoro, la possibilità di ottenere, anche per il 2015, ulteriori periodi di cassa in deroga con anticipo aziendale, per chi non intende accettare la mobilità.




